Data-Driven Marketing: verso la personalizzazione totale

Il Sondaggio Globale sul data-driven marketing, condotto da Teradata, ha evidenziato l’importanza dell’uso dei dati nel formulare strategie di marketing mirate

Il leader mondiale per piattaforme di analisi dati, servizi di consulenza e applicazioni di marketing, Teradata e Forbes Insight hanno svolto, nell’autunno 2014, “Il Sondaggio Globale sul data-driven marketing: Verso la personalizzazione totale”, per valutare il grado di consapevolezza dell’importanza di reperire e usare dati, al fine di servire tempestivamente una single customer view, accurata e coerente, che generi vantaggio competitivo e sostenibile per le aziende. A tale scopo, sono stati presi in esame, mediante sondaggio online, 1.506 dirigenti del settore marketing e comunicazioni.

“Oggi i marketer vogliono soprattutto avere una visione affidabile e personalizzata basata su dati attendibili, così che le richieste di ogni cliente possano essere conosciute, rispettate e raggiunte in maniera individuale“, ha dichiarato Darryl McDonald, Presidente di Teradata Marketing Applications. “Aiutiamo quindi i marketer di tutto il mondo a implementare e migliorare le loro strategie di marketing data-driven per creare valore di business basandoci su una visione personalizzata.”

Ma cos’è il data-driven marketing? Il data-driven marketing è uno strumento che permette la raccolta di una significativa quantità di dati, rilevati attraverso canali on line (siti web, applicazioni mobile e social media) e offline (call center, interazioni col personale) per creare soluzioni di marketing personalizzate ed efficaci. Risulta prioritario, infatti, in un ambiente altamente competitivo, l’obiettivo di soddisfare i bisogni del consumatore attraverso l’ausilio di strategie di marketing customer-oriented che siano periodicamente aggiornate e si adattino ai costanti cambiamenti del mercato.

I risultati del sondaggio parlano chiaro, il data-driven marketing può fare la differenza e, al 2014, già il 78% degli operatori di marketing utilizzano un approccio strategico e integrato verso la gestione dei dati, in sostituzione alla precedente soluzione ad hoc. È emerso, inoltre, che la priorità di elaborare e adottare strategie di data-driven marketing è stata compresa dall’ 87% dei dirigenti, i quali, nel 2013 solo in minima parte (46%) ritenevano fosse una risorsa sottovalutata e ricca di potenzialità. Il trend positivo tra il 2013 e il 2014 è evidente, il 2015 però, dalle stime, non sembra essere altrettanto promettente. Continuiamo però, attraverso le testimonianze dei dirigenti, analizzando quali possono essere i vantaggi apportati alle aziende in particolar modo ai processi decisionali.

Secondo, dunque, quanto dimostra il sondaggio, in rifer imento all’anno 2014, il 67% dei partecipanti (contro il 58% del 2013) sostiene che un utilizzo del data-driven marketing
conferirebbe maggiore accuratezza ai processi decisionali. Un secondo vantaggio, invece, risulterebbe la velocità, a parer del 59% dei partecipanti, non pochi in confronto al 31% riscontrato nel 2013. Si sa in questo campo la tempestività è fondamentale e velocizzare il processo decisionale non è cosa da poco. Significherebbe guadagnare una fetta di mercato, nella quale molti clienti in caso di prestazioni incomplete e superficiali perderebbero interesse. E se il tempo è denaro, un ulteriore vantaggio secondo il 56% dei sottoposti al sondaggio -in aumento rispetto al 44% dell’anno precedente- consiste nel migliorare l’efficienza che porterebbe ad una inevitabile riduzione dei costi.

La strada del data-driven marketing risulta tanto vantaggiosa quanto impervia. Non pochi ostacoli si presentano alla sua completa integrazione nelle procedure aziendali. Infatti se risulta indubbia la sua utilità e chiara la volontà di adottarla, solo il 39% delle organizzazioni riesce a beneficiarne. Sembra che nel 2013 le problematiche principali fossero di natura tecnologica ed economica: l’adozione di tecnologie adeguate costantemente aggiornate e lo stanziamento di fondi preoccupavano non poco. La nota positiva però la si riscontra in prima posizione; infatti, nel 2013, il 42% dei dirigenti denunciava una totale assenza di processi per trasformare gli insight in decisioni, voce completamente assente l’anno successivo. Nel 2014 dilaga la preoccupazione riguardante la delicata questione della sicurezza informaticae la gestione dei rischi di violazione della privacy. A rallentare però la conversione al data-driven marketing è la fatica a considerarlo un settore prioritario su cui investire, nonostante la sua importanza sia stata largamente percepita e compresa.

Si può però affermare che se il successo di una qualsiasi attività è dato da un buon piano marketing  opportunamente strutturato, è anche vero che una strategia efficace deve essere basata sui dati (reperiti attraverso la muticanalità) e risulta di primaria importanza investire su di essi. Il futuro dipende dalle adeguate tecnologie e competenze, entrambe costantemente aggiornate, dalle sinergie fra reparti, (l’iterazione fra i team migliora le prestazioni), la cui cooperazione farebbe risparmiare tempo limitando di più i costi.

fonte: insidemarketing