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Strategie di Mobile Marketing: Quali sono gli ultimi Trend della Comunicazione Multicanale

Smartphone e tablet hanno frammentato il viaggio del consumatore che oggi si compone di migliaia di istanti che nascono, di volta in volta, da esigenze diverse e specifiche. Dallo ZMOT ai micro moments, come si progetta un percorso interattivo in chiave mobile che va a moltiplicare i punti di contatto tra brand e consumatori?

C’è la multicanalità e c’è la mobile experience. Sembrano la stessa cosa ma, in realtà, non lo sono. Gestire la mobile experience nell’era della multicanalità, infatti, significa tante cose: intercettare nuove esigenze, costruire diversi canali di relazione, progettare format di comunicazione più innovativi, immaginare touch point inediti atti a favorire le interazioni tra il mondo fisico e il mondo digitale, ragionare responsive per garantire che i messaggi siano sempre leggibili da qualsiasi dispositivo, il tutto analizzando scelte e feed back.

Perché farlo è chiaro: l’Osservatorio Mobile B2C Strategy del Politecnico di Milano ha evidenziato come solo in Italia oggi una persona su due, in età compresa tra 18-74 anni, naviga in rete da dispositivo mobile. Prendendo a campione lo scorso novembre 2015, gli italiani presenti online sono stati 22.2 milioni: 18.4 milioni da device mobili e 12.2 milioni da desktop. In aumento anche il tempo trascorso in rete (1 h e 58 min.) con più del 70% di traffico generato da dispositivi mobili. Per il marketing questo è molto più di un target: è un business a capacità infinita, che si operi nel retail, nel manufacturing, nell’entertaiment, nei servizi, nelle utility o in qualunque altro settore. Non a caso la pubblicità in chiave mobile è salita del 53%.

Marketer, ma quanto sei phygital?

Studiare una strategia di mobile marketing efficace richiede una competenza multidisciplinare. Bisogna triangolare vision, tecnologie e skill, ragionando su due livelli: fisico e digitale. Rispetto alle strategie di marketing tradizionali, la differenza sostanziale sta nel fatto che i dispositivi mobili sono diventati dei punti di contatto strategici non solo perché le persone possono navigare, leggere i messaggi o gestire la posta elettronica. L’apertura delle e-mail da Mobile, ad esempio, è un fenomeno in rapida crescita. con punte del 65% e un valore medio pari al 48% (Fonte: TDB 2016).

Oggi, grazie all’uso di app ma anche di soluzioni come i qr code, i tag NFC o i beacon, smartphone e tablet consentono al marketing di innestare formule di ingaggio in cui il brand propone una call to action e il consumatore ha di fronte diverse opzioni. Questo significa saper progettare il customer journey usando non soltanto una combinazione di tecnologie per innescare l’ingaggio, ma anche di pianificare un palinsesto strutturato di azioni e di servizi associati al percorso fisico e digitale del cliente che si muove in un’area dinamica costituita da uno spazio fisico (off line) e da un universo digitale (on line).

Il tutto partendo da un presupposto fondamentale: una comunicazione di successo mobile ha bisogno di un web responsive design. Il mobile marketing deve tenere conto delle nuove tecniche di progettazione dei siti, in modo da garantire che i contenuti si adattino automaticamente al dispositivo da cui vengono letti. Senza entrare nel dettaglio significa utilizzare degli HTML adeguati al device, altrimenti i messaggi, per quanto risolti e funzionali dal punto di vista della grafica e della comunicazione, risulteranno illeggibili.

Segue poi il tema più concettuale della call to action, legata alla progettazione di:

  • un format: banner, bottone, landing page, newsletter, SMS
  • una grafica adeguata, cioé accattivante e funzionale
  • un copy efficace, cioé ingaggiante e convincente
  • uno storytelling di riferimento, capace di creare un contesto di senso interessante
  • un percorso interattivo che va a moltiplicare i punti di contatto del brand sulla mappa del customer journey

In questo senso il marketing diventa phygital (physical & digital).

Zmot: non uno ma tantissimi micro moments

A questo proposito il Signore dei browser insegna. Google, infatti, dopo aver analizzato e identificato lo Zero Moments Of Truth (ZMOT) come istante cruciale nel processo che porta alla decisione d’acquisto, ha scoperto un altro tassello importante del customer journey: i micro moments. Il principio del ragionamento è semplice: smartphone e tablet hanno frammentato a tal punto il viaggio del consumatore che oggi si compone di migliaia di istanti che nascono, di volta in volta da esigenze diverse e specifiche.

Se lo Zmot rappresenta l’istante in cui allo stimolo segue la vera decisione che porta il consumatore a volersi impossessare di un certo bene, i micro moments sono quei momenti di interazione, per loro natura brevi e ripetuti, che moltiplicano la quantità di ZMOT rispetto al customer journey del cliente smartphone dotato.

Grazie alle peculiarità del Mobile, i brand possono studiare le loro nuove strategie di ingaggio, più precise e più personali che mai, trasformando i micro moments in punti preferenziali di contatto, che coprono qualsiasi tempo e qualsiasi luogo. Come deve cambiare l’approccio del marketing digitale per sfruttare questi momenti di interazione? Gli esperti di Google svelano il segreto: giocando di anticipo rispetto ai bisogni degli utenti, offrendo esperienze capaci di permanere nella mente del consumatore. Come? Secondo 4 regole fondamentali:

  1. Esserci Come? Moltiplicando la presenza nei diversi punti del Customer Journey, imparando a sfruttare una strategia convergente e integrata
  2. Essere utili Come? Dando ai consumatori contenuti per loro rilevanti. Content is the King vale anche in una strategia mobile
  3. Essere veloci Come? Garantendo una mobile experience intuitiva, fluida e rapida. Non ci devono essere punto di attrito o di freno
  4. Essere intelligenti Come? Misurando con precisione il ritorno delle campagne. Questo guiderà le successive scelte di comunicazione in base a dati accurati

Comunicazione bidirezionale: ascoltare per farsi ascoltare

Questa nuova bidirezionalità del mobile marketing obbliga a un ripensamento della comunicazione alla luce delle nuove possibilità offerte dai sistemi di tracciamento e misurazione dei comportamenti on line. Impression, numero di click, rapporto tra impression e click (CTR – Click Through Rate), quantità di lead o di vendite generate da un’azione di mobile marketing, ad esempio, aiutano a gestire tramite algoritmi e sistemi di analisi (Web Analytics) una serie di informazioni preziose per capire se l’andamento della strategia è più o meno efficace e intervenire in modo proattivo.

Oggi, ad esempio, l’utilizzo di tecniche di Lead Scoring consentono ai brand di analizzare le interazioni degli utenti, misurarle in ottica temporale attribuendo punteggi basati sul comportamento (behavior) e sui dati acquisiti (demographics) nelle diverse esperienze di contatto. La possibilità di comprendere in dettaglio il comportamento degli utenti giunge fino alla possibilità di predire azioni e attitudini successive, siano esse conversioni (funnel) che specifici eventi.

Le analisi aiutano a profilare al meglio gli utenti mobili e a definire servizi ad alto tasso di personalizzazione. Questo garantisce un grado di esperienza superiore, aumentando l’efficacia dell’interazione.

Uno dei vantaggi della digital transformation è che oggi esistono piattaforme per la gestione di tutti questi aspetti, che consentono di creare, distribuire e misurare le compagane di marketing in chiave mobile, risolvendo tutto il percorso della comunicazione multicanale dall’invio di un SMS alla condivisione sui social per arrivare alla pubblicazione on line di una landing page. Il tutto misurando le performance attraverso analitiche di dettaglio, secondo il miglior Big Data Management.

fonte: digital4.biz

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