Come nascono le nuove funzioni di Facebook

Come nascono le nuove funzioni su Facebook, spiegato da Facebook

Il cuore è la più usata tra le Reactions, ma non tutte le novità piacciono agli utenti: lo spiega Chris Cox, Chief Product Officer.

La storia delle nuove funzioni di un social network è sempre accompagnata da una buona dose di smorfie. Eppure, dopo tante storie all’arrivo delle Reactions, si scopre che l’amore regna sovrano: sull’odio ancora non è detto, ma di sicuro sulle altre Reazioni. Parola di Chris Cox, Chief Product Officer di Facebook, che abbiamo incontrato nella sede parigina dell’azienda di Menlo Park.

Love”, cioè il cuoricino, è la reazione più utilizzata in tutti i mercati: nella settimana di Natale, periodo scelto per il test, è stata utilizzata il 60% in più rispetto a quella successiva, la risata.

Il miglior alleato di Facebook contro la resistenza alla novità e gli status per le serie “si stava meglio prima”, spesso, è stato un vostro amico. “Come reagiscono le persone dipende dalla funzione in questione, e da quello che loro stessi vedono fare agli amici”, spiega Cox: “Per quanto riguarda Reactions, la cosa carina è che una persona vedeva un suo amico mettere un cuore su un post e si domandava ‘Wow, ma come ha fatto?’, e poi andava a chiederglielo.

Sappiamo per certo che molti dei modi in cui le persone vengono a sapere delle nuove funzioni è proprio mentre stanno seduti accanto a un amico che gliele mostra. In un certo senso, questa è la forma migliore di istruzione: io ad esempio di recente ho insegnato a mio padre come fare un video in diretta”.

Come sono nate le Reactions

L’atteggiamento degli utenti è molto meno passivo di quel che si tende a credere: dai racconti di Cox, è evidente quanto spesso gli abbiano fatto capire, senza saperlo, di cosa ci fosse bisogno.

Spunti che poi, puntualmente, sono stati interpretati dall’azienda. Quando cominciarono ad arrivare le richieste del tasto “dislike”, racconta Cox, in Facebook dal 2005, si sono resi conto che le sfumature delle reazioni delle persone sono molti di più di un “non mi piace”. Per capire quali fossero, hanno studiato anche le reazioni più ricorrenti in forma di adesivi nei commenti, e le parole più comuni (vedi “Lol” o “Wow”). Le emozioni maggiormente diffuse, sono quelle che poi sono diventate le attuali Reactions.

Autoplay dei Video

Il rapporto tra un utente e l’altro può anche generare effetti inaspettati, come è successo con la riproduzione automatica dei videoQuando abbiamo avuto l’idea della riproduzione automatica dei video, ispirata dal Prophet Newspaper di Harry Potter, abbiamo introdotto la funzione che faceva partire i video senza doverci cliccare sopra col dito. Proprio dopo il lancio di autoplay, c’è stata la diffusione virale della l’Ice Bucket Challenge, e per molte persone quella è stata anche la prima volta che pubblicavano un proprio video su Facebook: l’autoplay era diventata una funzione che usavano tutti e che tutti comprendevano benissimo”.

Gruppi: fenomeni inaspettati del commercio

Altro esempio del modo in cui gli utenti continuano a stupirli, dice Cox, è la diffusione di Gruppi usati per il commercio in luoghi come Indonesia e Mauritius: “Lì esiste un gruppo dedicato ad attività commerciali che raccoglie addirittura il 25% della popolazione del Paese. Per questo abbiamo introdotto sempre più strumenti all’interno dei gruppi, ad esempio funzioni di ricerca per prezzo, che potessero rendere più utili i gruppi stessi alle persone che volevano servirsene in quel modo“.

Una questione di equilibrio

Tantissime delle funzioni che ci sono oggi sono nate dall’osservazione della gente, del modo in cui le persone usano o cercano di usare Facebook, dal tentativo di interpretare quello che cercano di fare“. La storia del News Feed è un esempio di come l’interpretazione del dato (il fatto che venisse usato) sia stata più forte delle apparenze (ovvero le invettive e gruppi contrari alla sua introduzione). Ma ogni tanto, bisogna forzare la mano: “Rispetto a quanto accaduto con NewsFeed, adesso siamo molto attenti, ogni volta che introduciamo una nuova funzione, a spiegare tutto, aiutando le persone che le usano per la prima volta. Ma si tratta sempre di una combinazione tra il vedere come le persone usano i prodotti e poi costruire cose che siano utili a cosa stanno cercando di fare. Questo è il ragionamento dal quale nascono i Gruppi per l’e-commerce, i video Live, e così di seguito”.

Ricerca e Sviluppo

Come gli utenti usano il mezzo aiuta anche l’azienda a capire come sviluppare il prodotto: “Mandiamo un numero sempre crescente di ricercatori e product manager in varie parti del mondo, in modo che al loro ritorno possano darci informazioni e idee determinanti per lo sviluppo del prodotto”. Ne è esempio la tastiera per la traslitterazione in hindi, e Facebook Lite, “pensata specificamente per i telefoni che non hanno molto spazio e per connessioni non molto buone”. Alcune delle caratteristiche adoperate in situazioni sfavorevoli, sono le stesse che aiutano l’utente che si trova improvvisamente senza connessione.

Video e foto

Il tema dei video rubati e ripubblicati, sfuggendo al diritto d’autore, è delicato: “È un grande lavoro per noi, molto importante”, risponde Cox. “Abbiamo fatto un lavoro immenso per creare strumenti che identificassero i video rubati, usando audio e strumenti di intelligenza artificiale che identificassero video protetti da copyright e quindi aiutare i creatori di contenuti a rintracciare i loro video. C’è molto lavoro da fare, ma abbiamo fornito prevalentemente strumenti ai proprietari dei video per fare in modo che vedano tutti i posti dove risulta comparire il loro video in modo da poter decidere se segnalarlo

Nonostante la combinazione di sistemi automatici e persone che controllano che le immagini, affinché rispettino le policy, gli errori accadono, come nel caso della foto vietnamita di Nick Ut: “In nome della rilevanza storica dell’immagine, siamo subito intervenuti per modificarle le policy. Non siamo perfetti, sono rimasto stupito quanto tutti voi quando ho visto la notizia”.

Il futuro di Facebook

Su questo punto è sempre difficile far sbilanciare Facebook. “Se avessi descritto a qualcuno cinque anni fa, lo sviluppo che hanno avuto i Live e le foto a 360°, non mi avrebbero creduto“: Cox si dice già abbastanza sorpreso dalla diffusione dei video, per lanciarsi in previsioni.

Quel che si riesce a strappare a Cox è che Salva su Facebook è molto, molto usato (quindi, chissà, potrebbero arrivare novità in questo campo?) e che la funzione di ricerca per post continuerà ad essere migliorata: “Sta diventando un modo molto sfruttato per cercare le attività locali, perché ormai tutti sanno che quasi tutti hanno una Pagina“. Google drizzerà le antenne?

Per quando riguarda le funzioni di controllo, secondo Cox sono più che sufficienti per non essere infastiditi da notifiche indesiderate e conversazioni chilometriche. Sull’ipotesi di introdurre una funzione interna, che assolva le funzioni delle innumerevoli app di digital detox in circolazione (per esempio un timer interno alla piattaforma), sorride: “Un’idea interessante”.

fonte: wired.it

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