Pubblicità su Stories di Instagram

Instagram: arriva la pubblicità su Stories

È finalmente ufficiale il lancio del nuovo formato adv per Instagram. Presto sarà possibile programmare annunci pubblicitari da inserire nelle Stories, immersivi e in full-screen.

Dopo una prima fase di rodaggio su una trentina di aziende campione a livello mondiale il nuovo strumento pubblicitario è ora disponibile per le aziende di tutto il mondo. Pubblicità targettizzata e monitorata Adoperando opportunamente i tool di targeting e di reach di Instagram, le imprese possono fare in modo che gli annunci pubblicitari su Stories siano rilevanti per le persone che desiderano attrarre. In più, gli strumenti di misurazione consentono alle aziende di capire cosa è andato meglio o peggio durante le loro campagne.

Tutte le aziende hanno quindi ora la possibilità di pubblicare annunci pubblicitari nelle storie di Instagram, utilizzando strumenti come Marketing API, Power Editor e Ads Manager e personalizzando le campagne in funzione alla reach. L’ottimizzazione degli annunci pubblicitari per reach consente di mostrarli al numero maggiore di utenti possibili, e al tempo stesso di controllare la frequenza con la quale vengono visti. Il nuovo strumento di marketing, alternativo alle più classiche operazioni di acquisto followers, come ad esempio Compra-Followers.it, dovrebbe consentire di aumentare i propri followers e accrescere la propria brand reputation.

I risultati di chi ha già provato l’adv di Instagram Stories Come anticipato sono state 30 le aziende che hanno avuto la possibilità di testare il nuovo formato pubblicitario in anteprima e i risultati sono stati incoraggianti. Airbnb (@airbnb) ad esempio ha creato una serie di annunci video da 15 secondi in Instagram Stories, per incrementare l’awareness e il buzz in riferimento al loro nuovo importante lancio di prodotto, denominato Esperienze.

Grazie alla campagna su Stories, Airbnb ha conosciuto un aumento a doppia cifra dell’ad recall. Queste sono proprio le parole pronunciate da Eric Toda, Global Head of Social Marketing and Content di Airbnb: «Abbiamo visto un incremento a doppia cifra dell’ad recall della nostra campagna per Esperienze. Questo impatto così misurabile ci ha resi molto felici dell’investimento nel nuovo formato pubblicitario. La possibilità di applicare strumenti di targeting e misurazione esistenti a un’esperienza per raggiungere con la storia giusta il pubblico giusto, con la giusta mentalità, ci ha permesso di raggiungere i risultati che speravamo in una partnership con Instagram».

Instagram Stories: un mercato da 150 milioni di users L’impatto economico della pubblicità su Instagram Stories può essere veramente interessante se si considera che Stories viene usato in media da circa 150 milioni di users al giorno, che un 1/3 delle Storie più viste è stato creato da aziende e che il 70% degli instagrammer segue come minimo un business. Agli interessati all’approfondimento di Instagram Stories consigliamo l’articolo Instagram Stories 24H: come crearle al meglio.

fonte: mediakey.tv

il traffico mobile? In Italia quadruplicherà nel 2021

Cisco: il traffico mobile? In Italia quadruplicherà da qui al 2021

Secondo il nuovo studio Cisco Mobile Visual Networking Index 2016 – 2021, tra cinque anni il traffico sulla rete mobile globale sarà sette volte più intenso di oggi. Si consolida il trend dei contenuti video, mentre sembra destinato a esplodere il live streaming sui social media.

Entro il 2021, gli abitanti della Terra che possiederanno un telefono cellulare saranno 5,5 miliardi, ovvero più delle persone che avranno un conto in banca (5,4 miliardi), l’accesso all’acqua corrente (5,3 miliardi) o gli intestatari di linee telefoniche fisse (2,9 miliardi). La popolazione mondiale, per quell’epoca, secondo una stima delle Nazioni Unite (UN) si aggirerà intorno ai 7,8 miliardi di individui. In Italia, l’88% della popolazione continuerà a utilizzare dispositivi portatili, confermando il dato attuale senza particolari variazioni (52,668 milioni registrati a fine 2016 rispetto ai 52,576 del 2015).
Nel nostro Paese avremo in media 3 dispositivi mobile ciascuno entro il 2021, rispetto agli 1,6 registrati nel 2016. Gli utenti mobile in Italia sono stati 52,7 milioni nel 2016 (l’88% della popolazione Italiana), rispetto ai 52,6 milioni registrati a consuntivo del 2015 e cresceranno a 53,1 milioni nel 2021 (corrispondenti all’89% della popolazione). La previsione risulta dall’undicesima edizione dello studio Cisco Global Mobile Visual Networking Index (Cisco Visual Networking Index Global Mobile Data Traffic Forecast Update, 2016-2021), che copre il quinquennio 2016 – 2021. Lo stesso studio prevede che, tra cinque anni, il volume di traffico sulla rete mobile globale sarà 7 volte più intenso di oggi. Una vera e propria esplosione del traffico mobile, quindi, frutto di fattori come il costante aumento del possesso di cellulari, il numero sempre crescente degli utenti, l’abitudine a consumare sempre più contenuti video, reti sempre più veloci grazie alla diffusione del 4G e del 5G e, ultimo ma non da ultimo, la diffusione dell’Internet of Things, che si basa proprio sulla connessione “senza fili” alla rete Internet.

Tanto traffico, pochi ingorghi

Secondo lo studio Cisco, nel 2021 il traffico dati sulle reti mobili sarà il 20% di tutto il traffico IP (su rete Internet) del mondo, mentre nel 2016, era appena l’8% del totale. Per farsi un’idea di cosa significhi raggiungere questa quota – che in “bit” è pari all’esorbitante cifra di 587 exabyte di traffico all’anno – basti pensare che il traffico sulle reti mobili del 2021 sarà pari a 122 volte il traffico che si registrava sulle reti mobili nel 2011.
In Italia, il traffico dati su reti mobile rappresenterà il 15% del traffico IP complessivo, in crescita sul 10% registrato a fine 2016. Lo studio mette in luce come ben 12 miliardi di oggetti, macchine, smartphone e altri device IoT saranno connessi alla rete mobile nel 2021 (nel 2016 erano 8 miliardi). Questi smart object si connetteranno in modo tre volte più veloce rispetto a oggi, passando da una velocità media di 6,8 Mbps (Megabit al secondo) a una di 20,4 Mbps. Anche nel Belpaese il trend sarà analogo, con una crescita da 6,8 a 19 Mbps. Il 58% delle connessioni avverrà su rete mobile 4G: una tecnologia che avrà una crescita davvero importante, considerando che nel 2016 le connessioni in 4G erano circa il 26% del totale. Nel nostro Paese, le connessioni 4G rappresenteranno il 95% del totale delle connessioni wireless rispetto al 50% del 2016. Per il 2021, però, si attendono anche le prime applicazioni concrete delle reti 5G. secondo lo studio, queste reti “futuristiche” nel 2021 si saranno già conquistate una fetta dell’1,5% del traffico mobile totale.

IoT, wearable e M2M

Il Cisco Mobile Visual Networking Index calcola che nel 2021 il 29% delle connessioni alla rete mobile sarà rappresentato da connessioni fra macchine (M2M): se ne potranno contare circa 3,3 miliardi. Questo tipo di connessioni mobili, che costituivano appena il 5% del totale nel 2016 (780 milioni), farà registrare il maggior tasso di crescita, un chiaro segno dell’impatto che sta avendo, sia in ambito aziendale sia in ambito consumer, la diffusione a livello globale delle applicazioni dell’Internet o Things. Tali connessioni sono destinate a quadruplicare in Italia, passando da 23 a 86 milioni nel 2021.

Una buona parte degli oggetti connessi è rappresentato dai cosiddetti “dispositivi indossabili” – i cosiddetti wearable. Il report Cisco stima che nel 2021 nel mondo ci saranno 69 milioni di wearable connessi alla rete cellulare, in deciso aumento rispetto agli 11 milioni fatti registrare a consuntivo dell’anno appena concluso. Ma i dispositivi indossabili che non sono costantemente connessi alla rete cellulare sono molti di più: nel 2016 ce n’erano 325 milioni, nel 2021 saranno il triplo (929 milioni). In Italia i dispositivi wearable arriveranno a 21 milioni di unità nel 2021, partendo dai 7 milioni del 2016, con una crescita del 24% l’anno, e quelli connessi saranno oltre 1.3 milioni con una crescita del 8% anno su anno.

La realtà virtuale

La ricerca conferma, come da diversi anni a questa parte, che i contenuti video consumati su dispositivi mobili faranno la parte del leone anche nel 2021: il traffico dati dovuto a questo tipo di contenuti crescerà di 8,7 volte entro il 2021, e costituirà nel 2021 il 78% del totale. La vera novità è rappresentata dalla diretta: i contenuti video trasmessi “live”, oggi realizzabili con tantissime applicazioni e social media, cresceranno di ben 39 volte in 5 anni. In Italia, il video crescerà di 6 volte passando dal 60% del 2016 all’80% sul traffico mobile totale nel 2021.

Negli ultimi mesi gli sviluppi delle tecnologie di realtà virtuale (visori, soluzioni immersive…) e della realtà aumentata, che “sovrappone” uno strato di informazioni digitale alla realtà fisica, hanno spesso fatto notizia. Per utilizzare le applicazioni di realtà virtuale sono necessari nuovi strumenti da indossare, come i visori: secondo il report Cisco, se nel 2016 nel mondo ce n’erano 18 milioni, possiamo aspettarci che nel 2021 ce ne siano 100 milioni. La realtà virtuale si vive con una connessione mobile e genera un traffico di dati molto elevato: infatti il report Cisco svela che da qui al 2021 la quantità di dati scambiata sulle reti mobili dovuta alle applicazioni di realtà virtuale crescerà di ben 11 volte (arrivando a generare 140 petabyte di traffico al mese, contro i 13,3 petabyte del 2016). Anche le tecnologie di realtà aumentata si diffonderanno sempre di più e lo studio calcola che nel 2021 il volume di traffico sulle reti mobili generato da questo tipo di utilizzo sarà 7 volte maggiore di oggi (passando dai 3 petabyte al mese del 2016 a 21).

Le reti Wi-Fi: alleate della connettività mobile

Per connettersi in mobilità, oltre a usare il proprio piano dati è possibile usare anche il Wi-Fi: una connessione sempre più utilizzata. In tutto il mondo, nel 2016 c’erano 94 milioni di punti di accesso alla rete Wi-Fi pubblici (inclusi gli accessi Wi-Fi domestici); nel 2021 saranno sei volte tanto, arrivando a 541,6 milioni di unità. In Italia gli hotspot Wi-Fi (compresi quelli domestici) cresceranno di 30 volte dal 2016 al 2021, passando da 350mila a 10.7 milioni. Ma il Wi-Fi è molto utile anche per “dirigere” efficacemente il traffico dati sempre più grande che si produce usando le reti mobili. Se un dispositivo dispone sia di una SIM per connettersi alla rete mobile sia di un’antenna per la connessione Wi-Fi, il traffico può essere “dirottato” – in gergo tecnico, può esserne fatto l’offload – dall’una all’altra. Nel 2016 il 60% del totale del traffico dati è stato così “dirottato” e nel 2021 questa quota, anche se di poco, crescerà (63%). Quantitativamente, nel 2016 il traffico dati spostato sulle reti Wi-Fi è stato maggiore del traffico gestito solo sulla rete cellulare. In Italia, il traffico ridiretto tra cellulare e Wi-Fi passerà dal 53% al 60% del totale.

fonte: mobile4innovation.it

La mappa dei Social Network

Così i social network si spartiscono la mappa del mondo

Al di là dei numeri degli utenti, come si dividono lo scacchiere i vari protagonisti del social networking? Da LinkedIn a Reddit che avanza, passando per Facebook asso piglia tutto.

Mappa utilizzo Social

Dati, controdati. Facebook che sfiora la quota degli 1,9 miliardi di utenti, Instagram che gioca a fioretto con Snapchat, e LinkedIn? Che fa LinkedIn? Ma soprattutto: come si spartiscono lo scacchiere tutti i servizi nel mondo? L’analista Vincenzo Cosenza ha pubblicato la nuova versione della “Mappa dei social network nel mondo”: sfruttando i nuovi dati di Alexa (Amazon), ha incluso nello studio 15 nuovi paesi, operazione che gli ha permesso di addentrarsi maggiormente nel panorama africano.

I risultati dell’indagine danno Facebook come piattaforma preferita in 119 dei 149 paesi analizzati. “Eppure nell’ultimo anno l’armata di Zuckerberg ha dovuto indietreggiare in 9 territori: in 5 è stato fermato da Odnoklassniki, in 2 da Vkontakte e in altri 2 da Linkedin”, scrive Cosenza. Botswana, Mozambico, Namibia, Iran e Indonesia, prediligono Instagram (che vince 7 paesi della mappa, compreso l’Iran), mentre in alcune zone dell’Africa (come il Mali, per dirne uno) vince LinkedIn che, in generale, conquista 9 paesi.

VKontakte e Odnoklassniki (gruppo Mail.ru) accrescono la loro presenza, rispettivamente, in 7 e 5 territori sovietici.

Se sotto la coltre del grande firewall cinese QZone presidia, in Giappone Twitter vince il podio. In questo caso però è da considerare “una presenza di network prevalentemente basati su dispositivi mobili, che sono di difficile rilevazione”.

Per andare dietro le quinte, l’analisi di Cosenza ha sfruttato il confronto di vari servizi di analisi del traffico, come SimilarWeb e Alexa, “che danno una stima della popolarità per nazione, in assenza di dati ufficiali granulari”. Nelle 57 nazioni per le quali l’indagine è stata possibile, la lotta serrata si gioca tra Instagram, al secondo posto in 37 paesi, e Twitter, presente in 8 paesi (320 milioni di utenti).

Sorpresa: “L’outsider di questa nuova analisi è Reddit, il forum 2.0, che ha conquistato la seconda posizione in 5 nazioni, tra cui Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda”. Una presenza da non sottovalutare, considerando che il Canada viene spesso utilizzato dalle aziende tech per il lancio di nuove funzioni perché molto ricettivo e affine al mercato degli Stati Uniti.

Mappa utilizzo Social

fonte: wired.it

Digital Signage - The Digital Adv

Crea il tuo Digital Signage in modo Semplice e Comodo!

Moltissimi imprenditori sono convinti che il Digital Signage, ovvero l’arte di utilizzare tecniche digitali per la pubblicità visiva e le comunicazioni all’interno degli store, sia qualcosa di complicato e che possono realizzare soltanto degli esperti.

Non che abbiano torto, ma è anche vero che ogni imprenditore ha diritto di potere gestire, manovrare e persino personalizzare i propri sistemi di video signage, è la sua attività, perchè non dovrebbe?

Noi della The Digital Adv crediamo che un’interazione tra la nostra azienda e l’imprenditore o gli addetti all’interno dello store sia assolutamente fondamentale, ed ecco che per questo stiamo realizzando un sistema per la gestione completa del video signage.

Scoprirai che unire al servizio radio in store anche un’accurata gestione del video permetterà alla tua clientela di ottenere migliori servizi, migliorerà la resa comunicativa e sarà di gradevole e piacevole impatto per chi entrerà all’interno del tuo store.

Stiamo preparando tantissime novità quest’anno per permetterti di avere sempre il miglior modo per creare la tua radio personalizzata ed il tuo video signage, sempre su misura delle tue esigenze.

DIGITAL IN 2017: IN ITALIA E NEL MONDO

DIGITAL in 2017: In Italia e nel Mondo

Oggi è un giorno importante per la comprensione del comportamento delle persone nello scenario digitale, perché – come ogni anno – è arrivato il giorno in cui pubblichiamo il report Digital in 2017, figlio della collaborazione tra We Are Social e Hootsuite. Oggi assume un’importanza ancora maggiore rispetto al passato, visto che più della metà della popolazione mondiale accede regolarmente a internet.

A corredo dei (tantissimi) dati che trovate nel report, ci sono una serie di conclusioni utili per comprendere ancora meglio che implicazioni questi hanno sui business, e sulla società in generale, e sottolineano – ancora una volta – quanto velocemente stia cambiando lo scenario, grazie a un accesso alla rete sempre più diffuso, capace di avere un impatto decisivo sulla vita delle persone.

Sono passati solo 25 anni da quando Tim Berners-Lee ha resto il World Wide Web accessibile a tutti, e, in questo lasso di tempo, internet è diventato una parte fondamentale delle nostre vite.

Non è solo internet a diffondersi così rapidamente; abbiamo identificato, infatti, una serie di evidenze capaci di raccontare come ogni anno sia sempre più importante conoscere il modo in cui le persone interagiscono tra loro, con le istituzioni, con i publisher e con i brand. Eccone alcune:

  • più della metà della popolazione mondiale usa uno smartphone;
  • quasi due terzi della popolazione mondiale possiede un telefono cellulare;
  • più della metà del traffico internet è generato da telefoni;
  • più della metà delle connessioni mobile avviene oggi su banda larga;
  • più di una persona su cinque della popolazione mondiale ha effettuato almeno un acquisto online negli ultimi 30 giorni.

 

LO SCENARIO ITALIANO

Durante il 2016, il numero di persone che si sono connesse a internet è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente (39.21 milioni di persone), e dell’11% quello relativo all’uso dei social media (17% se osserviamo le persone che accedono a piattaforme social da dispositivi mobile – per un totale di 28 milioni, che corrisponde a una penetrazione del 47%).

Digital in Italia

Digital in Italia

Gli italiani si connettono sempre di più e lo fanno sempre più spesso usando i propri smartphone, come testimonia anche il volume di traffico internet generato da diversi dispositivi: se la percentuale di persone che navigano da un computer è scesa del 14%, sale quella di chi si connette da qualsiasi altro device (+44% dal proprio telefono, +8% da un tablet e +24% da altri dispositivi – come, ad esempio, console o smart TV).

Percentuali traffico web da dispositivi

Social media, mobile, ma anche fruizione di video. Le persone fruiscono sempre di più di questo tipo di contenuti, e le piattaforme offrono sempre più possibilità di espressione da questo punto di vista (è sempre più semplice produrre e condividere video LIVE, ed esistono sempre più applicazioni che consentono di modificare – senza particolari competenze – i propri video): il 31% degli italiani dichiara di guardare video online almeno una volta al giorno.

Il 2016 sarà anche ricordato come l’anno in cui Zuckerberg – ancora una volta – ribadisce l’importanza delle piattaforme di messaging: l’ha fatto condividendo gli impressionanti dati di crescita di Facebook Messenger (che in Italia è usato dal 33% delle persone che accede a internet), e aprendo la piattaforma agli sviluppatori per l’implementazione di chatbot, definendo una roadmap che sottolinea molto chiaramente la direzione che Facebook intende seguire.

Anche in Italia il trend è questo:

  • tra le prime 5 piattaforme social, 2 sono di messaging (e una – Instagram – ha attivato una serie di funzionalità che favoriscono la condivisione di contenuti one-to-one, in forma privata);
  • il 51% della popolazione online usa applicazioni di messaging dai propri dispositivi mobile;

I social Network più attivi

Sfogliando Digital in 2017, troverete il dettaglio di questi e moltissimi altri dati che restituiscono un quadro esaustivo della situazione italiana, che – nel complesso – segue i trend globali:

  • gli italiani dimostrano di essere decisamente propensi alla fruizione di contenuti, sempre più in mobilità (anche per l’ampia diffusione di smartphone- l’Italia è il terzo paese al mondo per penetrazione, con l’85% della popolazione a usarne uno, dietro soltanto a Spagna e Singapore);
  • il 52% della popolazione italiana accede, mensilmente, a piattaforme social, rispetto a una media globale del 37% (gli Emirati Arabi, primo paese in questa classifica, ha una penetrazione del 99%);
  • il dato più interessante riguarda l’uso di Facebook: il 74% degli italiani che lo usano, lo fanno ogni giorno (contro una media globale del 55%), a testimonianza del fatto che gli italiani – rispetto a persone provenienti da altri paesi – usano meno piattaforme, ma lo fanno con maggiore frequenza.

GLOBAL OVERVIEW

Il 2016 è stato un anno di straordinaria crescita nell’utilizzo di internet a livello globale, con un forte incremento di quasi tutti gli indicatori rispetto al 2015.

  • 3.77 miliardi di utenti internet nel 2017, con una penetrazione del 50% sulla popolazione mondiale;
  • 2.80 miliardi di utenti di social media nel 2017, con una penetrazione del 37%;
  • 4.92 miliardi di utenti mobile nel 2017, con una penetrazione del 66%;
  • 2.56 miliardi di utenti social media da mobile nel 2017, con una penetrazione del 34%;
  • 1.61 miliardi di utenti di e-commerce nel 2017, con una penetrazione del 22%.

Crescita annuale

La rapidità della crescita di questi – e altri – indicatori è stata uno degli elementi centrali anche nel report dell’anno scorso (Digital in 2016), ma, considerando che oggi la penetrazione di internet ha superato il 50%, era lecito aspettarsi un rallentamento di questo trend, invece è successo esattamente l’opposto:

  • l’utilizzo di internet è cresciuto del 10% rispetto al 2016, +354 milioni rispetto al 2015;
  • gli utenti attivi sui social media sono aumentati del 21%, è 482 milioni rispetto al 2015;
  • gli utenti unici da mobile sono cresciuti del 5%, +222 milioni negli ultimi 12 mesi;
  • gli utenti di social media da mobile sono cresciuti del 30%, +581 milioni (!!!) nel 2016.

Uso globale di Internet

Più di 2.8 miliardi di persone utilizzano canali social almeno una volta al mese, e +91% di loro lo fa usando dispositivi mobile: Facebook continua a crescere, e si tratta di un dato molto interessante, visto che – ormai da 10 anni – è la piattaforma – di gran lunga – più usata (se consideriamo tutto il suo ecosistema – che include Instagram, WhatsApp e Messenger – l’audience è costituita da 4.37 miliardi di persone).

Qui il dettaglio relativo all’uso delle diverse piattaforme social:
Utenti attivi

Un altro dato interessante riguarda il tempo speso sui canali social: GlobalWebIndex sottolinea come l’utente medio spende – mediamente – 2 ore e 19 minuti usando piattaforme social ogni giorno.

I numeri che riguardano i social media sono impressionanti, ma ancor più lo sono se legati all’accesso di questi canali da dispositivi mobile: più di un terzo della popolazione mondiale accede a piattaforme social da mobile (2.5 miliardi di persone, +581 milioni rispetto a 12 mesi fa). Circa l’8% della popolazione mondiale ha iniziato a usare dispositivi mobile durante il 2016: questo significa un nuovo utente ogni 18 secondi (giusto per dare un’idea, mentre leggevate questa frase, 100 persone hanno iniziato a usare un dispositivo mobile per accedere a canali social).

fonte: wearesocial.com

Just Eat Attiva la funzione SMS

Arriva la Funzione SMS: con JUST EAT Ordini Tracciati e Personalizzati

JUST EAT, azienda leader nel mercato dei servizi per ordinare pranzo e cena a domicilio, arricchisce il servizio con la funzione SMS, un nuovo elemento di innovazione che permette di sapere se il proprio ordine è uscito dal ristorante per arrivare a destinazione. Questa novità aumenta il livello di tracciabilità degli ordini e offre un rapporto personalizzato tra ristorante e cliente, migliorando l’esperienza takeaway.

Con la nuova funzione SMS il ristorante può inviare un messaggio di testo al cliente nel momento in cui l’ordine lascia il ristorante e aggiornarlo così in tempo reale sull’arrivo del suo pranzo o cena. Quando viene infatti effettuato un ordine sul sito o sull’applicazione mobile viene richiesto un numero di cellulare su cui il ristorante potrà inviare un messaggio al cliente che non dovrà più ricorrere a chiamate o a richieste di informazione al customer care. In termini di tracciabilità e servizio questa modalità consente di tenere informato il cliente sullo stato del proprio ordine, eliminando i tempi di attesa e tracciando le tempistiche del food in arrivo.

La funzione SMS è partita dalla città di Milano – da sempre fucina di innovazione e nuove modalità di consumo – coinvolgendo ad oggi già oltre 600 ristoranti partner, l’80% del totale, ma è già attiva anche sui primi ristoranti a Roma, Genova, Palermo, Napoli, Pisa, Bologna, Firenze e Torino e nel 2017 sarà attiva in tutte le grandi città del nostro Paese.
Ricevere un alert che avvisa della cena in arrivo è una funzione che piace ai clienti, il 90% ha già espresso opinione positiva sulla nuova features e inoltre genera maggior tranquillità e fiducia, dando una sicurezza effettiva sui tempi dell’ordine in consegna.

Il nostro obiettivo è da sempre essere vicini ai clienti e soddisfare al meglio le loro esigenze per farli sentire sicuri e accrescere ulteriormente la loro fiducia nel servizio. La scelta di continuare a innovare e puntare sulla tecnologia come asset strategico di crescita nasce infatti dalla volontà di trasformare il servizio di food delivery in un alleato della vita quotidiana che per esempio con la funzione SMS permette di gestire meglio il proprio tempo. In questa direzione investiamo in ricerca e sviluppo per portare benefici sia al consumatore finale che al ristorante in direzione di ottimizzazione, efficienza e qualità e, in prospettiva, di tracciabilità totale dell’ordine, avvantaggiandoci delle opportunità offerte dal mobile e dai nuovi device che oggi guidano l’esperienza takeaway con il 57% degli ordini effettuati tramite app“, spiega Daniele Contini, Country Manager di JUST EAT in Italia.

L’arrivo di questa nuova funzione si inserisce all’interno di una strategia più ampia che, facendo leva sull’innovazione, è volta a rendere l’esperienza takeaway sempre più semplice, piacevole e veloce. Recentemente per esempio il lancio dell’Order Pad di JUST EAT – un tablet e una mini stampante integrati un unico strumento – ha portato nel mondo della ristorazione un dispositivo che consente di accelerare la digitalizzazione del settore grazie a una gestione più efficace e immediata dei processi di ordinazione a domicilio da parte del ristorante.

fonte: mediakey.tv

Digital Trasformation - The Digital Adv

I 4 trend per la Digital Transformation in Italia

Il 2017 per le imprese italiane: parole chiave “Digital Transformation”

1) User Experience

I clienti chiedono ai brand di essere coerenti e di rispondere alle loro esigenze, alla crescente richiesta di valori, socialità e relazioni. I clienti vogliono interagire con le imprese ed essere co-creatori di esperienze.
In pratica questo significa che le aziende avranno bisogno di soluzioni per identificare comportamenti e interessi, per misurare la fedeltà, incrementare le conversazioni, creare e gestire le relazioni e il livello di engagement/di coinvolgimento del cliente stesso. Si tratta di un cambio di paradigma: comprendere le nuove necessità di protagonismo attivo dei clienti che non vogliono più solo “comprare” ma “possedere” un bene o servizio.

2) Omnicanalità

Non significa solamente moltiplicazione dei canali ma dare ai clienti ciò che vogliono, quando lo vogliono, come lo vogliono. Una strategia omnicanale deve basarsi su un approccio “Digical”, di integrazione di fisico e digitale, in grado di garantire una customer experience di eccellenza, indipendentemente dal canale di fruizione. Questo è il primo passo verso la Digital Transformation.

3) Pagamenti digitali

L’innovazione nell’ambito dei pagamenti digitali è inevitabile ed è necessario che le soluzioni proposte siano veloci, efficienti, sicure, trasparenti e globali per essere davvero utili alla Digital Transformation.
Inoltre c’è una forte domanda di integrazione nella logica del “network of networks”, di sistemi adattivi che evolvono con l’evolvere delle esigenze dei clienti e di tutti i soggetti coinvolti nel processo, incluso gli enti preposti alla regolazione e al controllo.
Anche i pagamenti digitali diventano un fattore chiave della customer experience e come tali vanno pensati, progettati ed implementati.

4) Adattabilità

Il cambiamento è inevitabile, Digital Transformation infondo vuol dire questo. Ogni impresa per competere dovrà adeguarsi adottando nuove tecnologie. Integrare l’innovazione non è solo una questione di gestione delle operations, bensì di cultura organizzativa. Adattabilità significa quindi integrare il cambiamento come leva di sviluppo competitiva e di governance.

ChatBot The Digital Adv

Chatbot, i 5 requisiti per il successo di uno strumento sempre più diffuso

La società specializzata Nuance Communications ha delineato i fattori essenziali che possono determinare la buona riuscita di questi programmi. Ecco quali sono

Una delle parole chiave dell’anno appena trascorso è stata bot. Un termine, abbreviazione di robot, che definisce quei programmi che simulano il comportamento umano e vengono utilizzati per automatizzare determinati compiti, come ad esempio il customer care via chat (in questo caso, si parla di chatbot).

Anche se i bot esistono da tempo, aziende, fornitori, analisti ed esperti di settore condividono la visione comune che essi saranno sempre più presenti nei prossimi anni. Secondo Gartner, infatti, entro il 2019 il 20% delle aziende abbandonerà la propria app mobile ed entro l’anno successivo ogni persona avrà in media più conversazioni con i bot che con il proprio coniuge.

Non tutti però sono creati allo stesso modo e soprattutto non tutti garantiscono le stesse prestazioni. Nuance Communications, Inc., fornitore di soluzioni vocali e di imaging specializzato nello sviluppo di bot, ha delineato i fattori essenziali che possono determinare la buona riuscita di questo strumento. Ecco quali sono:

  1. Intelligenza artificiale durante le conversazioni – Per avere successo, un bot deve essere in grado di sostenere una conversazione bidirezionale intelligente. Come ogni essere umano, il bot deve saper contestualizzare non appena l’utente cambia i soggetti o se utilizza un linguaggio informale con espressioni colloquiali. Attualmente la maggior parte dei bot non è sufficientemente sofisticata per indirizzare questi requisiti, adempiendo solo richieste semplici. Ad esempio, alla domanda “Qual è la temperatura a Miami?” sarebbe facile rispondere “28 gradi”, ma se la conversazione dovesse proseguire con un’ulteriore domanda “E a Pechino?” molti bot non riuscirebbero a comprendere che l’argomento di cui si parla è lo stesso, cioè la temperatura.
  2. Intelligenza artificiale cognitiva – Questo requisito è relativo al lato del ragionamento del cervello del bot e alla sua capacità di indirizzare e prevedere le esigenze dell’utente. Considerando che i sistemi di riconoscimento vocale tradizionali sono in grado di capire quello che le persone dicono, i sofisticati sistemi di linguaggio naturale di oggi riescono persino a comprendere ciò che la gente intende e vuole fare. Sia il riconoscimento vocale che la comprensione del linguaggio naturale si basano su big data e sulla “profonda conoscenza” delle intenzioni delle persone rispetto a un dominio specifico.
  3. Intelligenza artificiale umana assistita – Questo è ciò che Nuance definisce supervised. Grazie all’impiego congiunto di esseri umani e bot nel servizio di assistenza ai clienti, il machine learning ha subito un’accelerazione e, soprattutto, i bot possono imparare “le cose giuste” dalle persone piuttosto che imparare da soli commettendo errori di giudizio.
  4. Integrazione multicanale – I bot di successo non si identificano in applicazioni stand-alone ma piuttosto in un insieme di tool comuni che operano come un cervello cognitivo centrale e che possono essere distribuiti tra i numerosi canali utilizzati dai consumatori: applicazioni di messaggistica, applicazioni mobili, sistemi telefonici, web, applicazioni chat e social media. Una strategia multicanale integrata garantirà agli utenti un’esperienza soddisfacente indipendentemente dal canale utilizzato. Inoltre, si riduce così anche il costo di stack tecnologici per le aziende.
  5. Autenticazione intelligente e sicurezza – La biometria vocale consente ai consumatori di autenticarsi in modo semplice e naturale, senza dover digitare una password o un PIN, ma pronunciando semplicemente una breve passphrase come “La mia voce è la mia password”. Ciò elimina la necessità di dover ricordare PIN o, peggio, di rispondere a una serie di domande di sicurezza come “Qual era il nome del tuo migliore amico d’infanzia?” o “Qual è stata la tua transazione più recente?”. Inoltre, la biometria vocale migliora in modo significativo la sicurezza rispetto ai metodi di autenticazione legale e di frode.

«Crediamo che il 2017 sarà un anno cruciale nello sviluppo del mercato dei bot, che vedrà la netta vittoria di quelli “buoni” su quelli “cattivi”: i bot che meglio di altri saranno in grado di includere AI, integrazione multicanale, autenticazione intelligente e sicurezza avranno sicuramente molto successo predominando sugli altri e definendo le migliori pratiche», ha dichiarato Robert Weideman, Executive Vice President Enterprise di Nuance Communications.

fonte: programmatic-italia.com

5 novità per il social media marketing da tenere a mente per iniziare il 2017

5 novità per il social media marketing da tenere a mente per iniziare il 2017

Facebook Live e Instagram Stories: ecco tutte le novità del 2016 per migliorare la tua social media strategy nel 2017.

Il nuovo anno è ormai iniziato ed è arrivato il momento di migliorare le prestazioni del tuo brand sui social. In che modo? Utilizzando ed ottimizzando gli strumenti che il social media marketing ci ha regalato nel 2016 per creare una social media strategy vincente nel 2017.

Ecco le cinque novità più interessanti da tenere in considerazione e da rendere parti integranti della propria presenza sui social media.

Twitter Moments

Twitter ha rilasciato l’opzione Moments già a partire da ottobre 2015, ma soltanto lo scorso settembre tutti gli utenti hanno potuto usufruirne. Nonostante – forse proprio perché non aperta a tutti fin dal primo momento – la nuova opzione di Twitter non abbia raggiunto i risultati sperati, oggi rappresenta comunque una funzione molto interessante ed efficace: a partire dal mese scorso, poi, è stato possibile creare Momenti sia da desktop che da cellulare – in precedenza era possibile solo tramite desktop – e questo ha reso l’opzione più accessibile.

Creare un Momento è molto semplice: basta far clic su Creare un momento dalla scheda Moments sul tuo profilo desktop.
Oppure si può individuare la voce Moments sul cellulare, cliccando sull’icona dell’ingranaggio sul tuo profilo.

Se usata bene, l’opzione Moments può essere un ottimo modo per migliorare la tua social media strategy: per esempio, è possibile creare un Momento che metta in evidenza una recente promozione del tuo brand e le successive reazioni dal tuo pubblico.

Alcuni brand hanno addirittura trasformato i loro Momenti in veri e propri giochi interattivi. A tal proposito, Twitter ha rilasciato, nel mese di ottobre, una guida in cui ha illustrato alcuni dei migliori esempi per utilizzare l’opzione.

Localizzazione su Snapchat

Lo scorso febbraio, Snapchat ha aggiunto “On Demand Geofilters”, permettendo agli utenti di migliorare la promozione dei propri eventi grazie all’aggiunta della Posizione.

Promuovere un evento attraverso il nuovo filtro è molto semplice: basta creare il tuo contenuto, definire la zona che t’interessa per la promozione ed effettuare il pagamento.

Nonostante la spietata concorrenza con Facebook, nel 2016, Snapchat è stata in grado di mantenere la sua presa sul Millennial market ed ha messo a disposizione dei suoi utenti strumenti ed opzioni valide ed efficaci per raggiungere il pubblico più giovane. Insomma, sembra proprio che Snapchat si stia facendo strada nel mondo del social media marketing e che sappia mantenersi al passo con gli altri colossi.

Facebook Live

Tra i vari servizi di diretta streaming, Facebook Live è stato, nel 2016, sicuramente il più utilizzato e quello con maggiori potenzialità.

Innanzitutto, trasmettere in diretta da Facebook è molto semplice e questo ne incrementa l’utilizzo: basta far clic sull’icona Live.

Un ulteriore vantaggio di Facebook Live è che il contenuto trasmesso in diretta ottiene una spinta di visibilità notevole grazie all’algoritmo su cui si basa il social network. Se stai cercando un modo per dare visibilità al tuo brand e per rilanciare il tuo social media plan, dunque, non puoi non prendere in considerazione Facebook Live.

Le possibilità che questa opzione offre sono numerose ma, naturalmente, è necessario anche creare contenuti live realmente interessanti, che la gente vuole davvero vedere.

Per arricchire il catalogo a disposizione di ogni social media manager, il mese scorso Facebook ha annunciato che gli utenti potrebbero presto avere la possibilità di trasmettere in diretta a 360 gradi. Una possibilità che offre nuovi spunti per i content creator e sicuramente consentirà un’esperienza di gran lunga più coinvolgente per connettersi con il proprio pubblico.

Instagram Stories

Instagram ha lanciato l’opzione Storie nel mese di agosto: un mese dopo avevano già iniziato ad utilizzarla 100 milioni di persone.

Oggi Instagram conta più di 600 milioni di utenti, 100 milioni guadagnati negli ultimi sei mesi. Dati che dovrebbero bastare per convincere gli scettici a potenziare la propria presenza su questo social.

Instagram Stories, dicevamo: qual è il processo di creazione di un contenuto simile? Creare una storia su Instagram è molto semplice e veloce: basta cliccare in alto a destra sull’icona apposita, proprio accanto alle Storie dei tuoi amici. Se il tuo brand non è ancora attivo su Instagram, l’opzione Stories potrebbe essere un motivo in più per aprire un account ed iniziare a promuoverlo anche attraverso questo canale.

Incremento della messaggistica

Il 2016 è stato segnato dalla crescita della dipendenza da app di messaggistica instantanea. Facebook possiede le due applicazioni più popolari al mondo (Messenger e WhatsApp): ogni giorno su di esse vengono elaborati circa 60 miliardi di messaggi.
Tanto per fare un confronto, il volume globale di SMS, al suo apice, raggiunse circa 20 miliardi di messaggi ogni 24 ore.

Nell’ultimo anno, Facebook ha aggiunto una serie di nuovi strumenti e opzioni per Messenger al fine di aumentare ulteriormente la connessione con il proprio pubblico e puntare sull’intimità della comunicazione one-to-one.

Per attivare le nuove opzioni di supporto è necessario raggiungere le Impostazioni di assistenza clienti nel tuo Twitter Dashboard, dove è possibile selezionare se la pagina è aperta a ricevere messaggi diretti.

Queste sono solo alcune delle più recenti opzioni aggiunte dalle principali piattaforme social nel corso degli ultimi 12 mesi e per il 2017, naturalmente, si prevedono ulteriori novità.

fonte: ninjamarketing.it

Come e perchè misurare l'efficacia dei Social Media

Come e perchè misurare l’efficacia dei Social Media

Quante interazioni generano i post? Qual è il reale engagement dei contenuti? La risposta è negli analytics. L’analisi continua e organizzata dei dati permette di orientare le azioni di marketing e valutare l’efficacia della social media strategy. Ecco i principali strumenti disponibili.

La Social Media Analytics è la scienza che si occupa di analizzare il flusso di dati generato dalle diverse interazioni sui social media, sia che il target sia B2B e B2C. Con l’analisi continua e organizzata dei dati abbiamo la possibilità di orientare le nostre azioni di marketing e definire l’efficacia della social media strategy.

Il monitoring sui Social Media dà la possibilità agli addetti ai lavori di prendere decisioni di marketing importanti, su dati oggettivi e misurabili, valutando le opportune ottimizzazioni per generare KPI sempre più in linea con gli obiettivi e favorire un maggiore Social Media ROI.

Per effettuare l’analisi sui Social Media si possono utilizzare strumenti gestiti dalle singole piattaforme Social (come Facebook Insights, Twitter Analytics, Google MyBusiness, Pinterest Analytics) oppure si possono sfruttare strumenti gratuiti o premium che sfruttano i codici API dei social network e che danno la possibilità di analizzare diversi parametri interessanti come ad esempio: il tasso di engagement, le interazioni, la visibilità dei contenuti, il target e gli influencer coinvolti.

Dal punto di vista dei dati Social, su Facebook sono 1.7 miliardi gli utenti attivi al mese nel mondo e 28 milioni di utenti attivi al mese In Italia, di cui 25 milioni da mobile; Twitter conta 320 milioni di utenti attivi ogni mese e 6.4 milioni di utenti attivi al mese in Italia. Instagram, visual social network più usato, ottimo per valorizzare il brand tramite lo storytelling conta 500 milioni di utenti attivi ogni mese e 9 milioni di utenti attivi al mese in Italia. LinkedIn, social media B2B per eccellenza e indispensabile per comunicazioni corporate, conta 9 milioni totali di iscritti italiani, 140 mila aziende italiane iscritte con più di 17 mila le offerte di lavoro pubblicate ogni mese.

Analizzate i dati con le tecniche di Social Media Analytics significa quindi prendere in esame il flusso di dati che riguarda il nostro business, con l’obiettivo di creare contenuti sempre più coinvolgenti e orientati al raggiungimento degli obiettivi di business sui Social Network.

I vantaggi dell’utilizzo di tecniche di Social Media Analytics sono chiari, tra cui:

· Capire su quale piattaforma il tuo prodotto/servizio raggiunge in maniera più efficace il tuo pubblico di riferimento

· Offrire dei parametri oggettivi per poter valutare adeguatamente il proprio lavoro sui canali social

· Individuare la propria fan base maggiormente coinvolta e molti altri parametri utili

· Consentire di ridefinire gli obiettivi di marketing, correggere eventuali errori o per scoprire nuove strategie di successo

· Si basa sull’analisi di dati qualitativi e quantitativi utili sia per la grande che per la piccola azienda

· È possibile confrontare i dati di Social Media Analytics con il flusso di dati generati dal sito aziendale, grazie ad alcune funzionalità delle piattaforme Social come il pixel di monitoraggio su Facebook Advertising che interagiscono con l’account Google Analytics dell’azienda.

Per svolgere nel migliore dei modi un’analisi accurata del brand, il Social Media Manager può utilizzare alcuni strumenti utili di Social Media Analytics, tool che sono facilmente reperibili online.

FollowerWonk

Si tratta di uno strumento di analisi per Twitter (a cui si può accedere attraverso il login Twitter) che permette di analizzare il proprio profilo, il tasso di engagement e le specifiche interazioni generate.

Tramite FollowerWonk è inoltre possibile analizzare i propri follower e consente anche di ricercare e monitorare l’attività di specifici Influencer su Twitter.

Buffer

Buffer è un tool molto efficace che consente di programmare i post sui social media e di creare una propria agenda di pubblicazione, differente a seconda delle community online.

I social network che possiamo gestire tramite l’applicazione, creando il nostro social media calendar personalizzato sono: LinkedIn, Facebook, Twitter, Google Plus, Pinterest e Instagram.

Oltre alla programmazione dei contenuti sui social network, Buffer permette anche di visualizzare le statistiche in real time relative alle nostre pubblicazioni, analizzando quindi in modo semplice e veloce il tasso di coinvolgimento e di visibilità da essi generato.

Klout

Per analizzare l’attività sui social network di una specifica persona o di un particolare influencer da coinvolgere per la promozione sul web del vostro brand o prodotto potete utilizzare Klout.

Il servizio consente di stilare un punteggio relativo all’attività dell’utente su diverse community online: il rank si basa su analisi quantitative e qualitative rispetto all’interazione e visibilità generata dai contenuti pubblicati sui social network.

SumAll

SumAll è un utile servizio, anche in relazione a analisi sullo store online, che misura gli analitici giornalieri in maniera integrata in un’unica dashboard. I parametri che potete analizzare per le vostre campagne marketing sono per esempio la relazione tra il numero di tweet e di retweet con il numero di visite al sito internet. Potete collegare gli account Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn Youtube e anche Google Analytics. Punti di forza da segnalare per SumAll sono: l’usabilità dell’interfaccia, l’integrazione con piattaforme di E-commerce e di pagamento come Shopify, PayPal, eBay, l’integrazione con piattaforme di email marketing come Mailchimp e l’integrazione con piattaforme di advertising come Google AdWords e AdSense.

Cyfe

Cyfe è un pratico strumento online di social media analysis che ci consente di analizzare l’andamento delle nostre pagine sui social network e sul web, possiamo ad esempio monitorare in un’unica dashboard: Facebook, Twitter e Google Analytics.

Il tool presenta un numero ridotto di funzioni rispetto ai principali concorrenti, ma risulta pur sempre un’ottima applicazione per l’analisi dei social network.

Keyhole

Questo strumento fornisce risultati statistici basati su un determinato Hashtag, particolarmente utilizzato per monitorare la keyword in real time su Twitter e Instagram (ad esempio all’interno di un evento). Una volta loggati, è possibile analizzare il numero di post, il reach, il numero di impressions e gli user che hanno utilizzato la parola chiave. È possibile inoltre stabilire il top influencer sulla parola chiave di riferimento.

BuzzSumo

BuzzSumo è uno strumento di fondamentale importanza per il Content Marketing e per le campagne SEO.

Analizza in maniera mirata le performance dei topic e dei competitor attraverso l’inserimento della parola chiave. È possibile fare ricerche per content basate su data, lingua, tipo di contenuto da analizzare. Utilissimo quindi, data una parola, trovare tutti i canali online in cui tale parola è stata menzionata.

Socialbakers

Socialbakers è un servizio web molto utile per l’analisi e il monitoring di fan page di brand e prodotti, il tool consente infatti di analizzare e monitorare le fan page di brand/prodotti: si possono raccogliere informazioni sulle principali Industry (Brands, Celebrities, Community, Entertainment, Media, Place, Society, Sport) filtrando per la località di interesse.

È possibile analizzare le pagine con maggior numero di fan e le pagine con una fan base che hanno registrato un buon trend di crescita.

Lo strumento consente inoltre di analizzare le fan page dei competitor e di avere un quadro aggiornato di come essi si muovono sui principali canali social.

Fanpage Karma

FanPage Karma è uno strumento di social media analysis davvero efficace, in modo molto semplice consente di analizzare l’andamento della propria fan page e di quelle dei competitor.

I dati di KPI che consente di tracciare sono molto interessanti, tra cui: PPI (Page Performance Index), Fan, Growth Rate, Engagement Rate, Post Interaction, Karma (il valore dell’engagement a seconda del peso delle interazioni sull’Edge Rank di Facebook) e l’AD Value.

Simple Measured

Simply Measured è un famoso tool di social media analytics che consente di generare report grafici molto utili sull’andamento della propria Fan Page, disponibili sia in versione free (limitata) che premium (completa di tutte le funzionalità).

I dati che permette di analizzare, sono esportabili nei formati Power Point e Excel e sono davvero molto dettagliati, possiamo ad esempio effettuare un’analisi dei post, delle interazioni ottenuti, degli orari migliori per generare interazione, del target coinvolto e anche dei nostri principali competitor sui social media.

Hootsuite

Hootsuite è il social media management per eccellenza per l’utilizzo e la gestione dei Social Media. È possibile infatti collegare trentacinque social network differenti.

Utile per programmare i post sui canali social, monitorare i flussi d’interazione, gestire le twitter list o effettuare analisi sulla community di riferimento.

La Social Media Analytics è quindi un’attività imprescindibile che ogni professionista del marketing e della comunicazione dovrebbe effettuare costantemente, solo tramite essa è infatti possibile comprendere a 360° l’andamento della propria attività online, valutando opportune ottimizzazioni e sviluppando nuove ed efficaci strategie orientate agli obiettivi.

fonte: digital4.biz