Il successo delle aziende italiane dipende da quanto usano Facebook

L’indagine Future of Business Survey certifica l’importanza di Facebook come principale vetrina digitale che spinge gli affari delle piccole e medie imprese. E a breve nuove opportunità arriveranno con WhatsApp e Messenger.

L’idea, gli oggetti, la qualità, la bellezza, il prezzo e Facebook. Sono questi gli ingredienti che le piccole e medie imprese devono cavalcare per avere successo e aumentare i fatturati. Se i primi cinque sono da sempre gli elementi caratterizzanti di una buona azienda, l’ultimo è quello più recente ma ormai indispensabile.

La conferma a una teoria in voga da tempo l’ha fornita lo stesso social network nel corso del Future of Business Summit (per la prima volta in Italia, nel complesso di Roma Eventi), snocciolando numeri che dimostrano come la piattaforma sia diventata nel giro dell’ultimo lustro la più importante vetrina digitale o, per dirla con le parole di Francesco Boccia, esponente PD, Presidente della V Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e tra i relatori dell’incontro, “la più grande rete del capitalismo moderno”.

Esagerazione? Non proprio, perché le indicazioni della Future of Business Survey – indagine nata nel febbraio 2016 dalla collaborazione tra Facebook, OCSE e Banca Mondiale per avere una panoramica sugli scenari economici attuali e futuri – che ha coinvolto più di 49.000 Pmi nel mondo (11.000 italiane) certificano come le aziende siano riuscite a incrementare il volume di affari grazie alla presenza sul social network.

Collaborando con il CENSIS, Facebook ha realizzato un focus sulle imprese italiane che, sfruttando le opportunità promozionali offerte dai social network, hanno ottenuto più introiti, la possibilità di ampliare l’organico e scovare nuovi clienti altrimenti irraggiungibili, riuscendo in tal modo a internazionalizzare il business.

Nello specifico, il 30% delle imprese attive su Facebook ha assunto più dipendenti grazie alla crescita della domanda registrata dopo lo sbarco sulla piattaforma digitale; il 66% sostiene di aver aumentato le vendite e il 70% di aver trovato nuovi acquirenti.

In tempi di forte crisi economica e attività che chiudono i battenti, i canali social danno linfa ai piccoli imprenditori che, proprio in virtù dell’incremento generato dalla visibilità sulla piattaforma, guardano con più ottimismo al futuro rispetto ai colleghi che non hanno ancora profili social o presenza in rete. “L’Italia è un paese con cinque milioni di piccole imprese, cioè una ogni dodici abitanti inclusi bambini e anziani. Nei ranking internazionali dedicati al fenomeno siamo in basso, però siamo la seconda economia manifatturiera in Europa dopo la Germania, abbiamo la leadership di settori strategici come quella del lusso ed esportiamo molto. Ciò significa che possiamo competere con tutti, nonostante la forte sfiducia nel sistema che accomuna gli imprenditori nostrani. Per i salto di qualità bisogna imitare paesi come la Germania dove imprese e politica vanno a braccetto”, spiega Giorgio De Rita, segretario generale del CENSIS.

Per le Pmi Facebook è uno dei più efficaci mezzi per superare i confini nazionali. Tra le aziende esportatrici, il 36% afferma che più di un quarto delle entrate proviene da clienti stranieri; quasi la metà delle imprese sostengono che più del 75% delle loro vendite internazionali dipendono dagli strumenti digitali, che gli imprenditori italiani utilizzano per pubblicizzare l’attività verso potenziali nuovi clienti (78%), mostrare prodotti e servizi (78%), dare informazioni (69%) e comunicare con clienti e fornitori (65%).

Ma in che modo il social di Mark Zuckerberg aiuta le piccole aziende? Ce lo spiega Marco Grossi, Senior Manager Facebook Italia e Spagna per le Pmi, con alcuni numeri che chiariscono le dimensioni del fenomeno: “L’87% degli italiani attivi sulla piattaforma ha almeno una connessione con una impresa italiana e 143 milioni di persone nel mondo sono connesse con un’azienda in Italia tramite Facebook”.

I due miliardi di account sono il primo ma non l’unico motivo che spinge le imprese a stare su Facebook, il cui merito è offrire strumenti semplici con cui gli imprenditori possono testare i propri prodotti. “Un esempio è l’algoritmo che individua potenziali futuri clienti, persone che hanno già acquistato articoli simili a quelli in catalogo del venditore; così nel caso di prodotti artigianali italiani ci sono buone possibilità di arrivare a clienti russi, cinesi, americani e arabi”.

Appurato che buona parte delle novità proposte dal social network nascono dai suggerimenti ed esigenze delle stesse aziende, Facebook sta lavorando in varie direzioni per lanciare nuove funzioni a sostegno delle imprese. “Per il futuro a breve-medio termine WhatsApp e Messenger sono gli strumenti che diventeranno sempre più importanti. Arriverà WhatsApp Business che grazie all’intelligenza artificiale consentirà alle aziende di interagire con i clienti, integrare servizi e inviare notifiche che velocizzeranno il dialogo. La stessa intelligenza artificiale e l’ecommerce amplieranno gli usi aziendali di Messenger che, dopo il recente accordo con Paypal utile per acquistare via social, con la diffusione degli assistenti virtuali fornirà informazioni su misura ai clienti, mentre più avanti anche la realtà virtuale permetterà di far vivere ai potenziali acquirenti esperienze innovative”.

(Fonte: wired.it)
di Alessio Caprodossi

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