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Pubblicità su Stories di Instagram

Instagram: arriva la pubblicità su Stories

È finalmente ufficiale il lancio del nuovo formato adv per Instagram. Presto sarà possibile programmare annunci pubblicitari da inserire nelle Stories, immersivi e in full-screen.

Dopo una prima fase di rodaggio su una trentina di aziende campione a livello mondiale il nuovo strumento pubblicitario è ora disponibile per le aziende di tutto il mondo. Pubblicità targettizzata e monitorata Adoperando opportunamente i tool di targeting e di reach di Instagram, le imprese possono fare in modo che gli annunci pubblicitari su Stories siano rilevanti per le persone che desiderano attrarre. In più, gli strumenti di misurazione consentono alle aziende di capire cosa è andato meglio o peggio durante le loro campagne.

Tutte le aziende hanno quindi ora la possibilità di pubblicare annunci pubblicitari nelle storie di Instagram, utilizzando strumenti come Marketing API, Power Editor e Ads Manager e personalizzando le campagne in funzione alla reach. L’ottimizzazione degli annunci pubblicitari per reach consente di mostrarli al numero maggiore di utenti possibili, e al tempo stesso di controllare la frequenza con la quale vengono visti. Il nuovo strumento di marketing, alternativo alle più classiche operazioni di acquisto followers, come ad esempio Compra-Followers.it, dovrebbe consentire di aumentare i propri followers e accrescere la propria brand reputation.

I risultati di chi ha già provato l’adv di Instagram Stories Come anticipato sono state 30 le aziende che hanno avuto la possibilità di testare il nuovo formato pubblicitario in anteprima e i risultati sono stati incoraggianti. Airbnb (@airbnb) ad esempio ha creato una serie di annunci video da 15 secondi in Instagram Stories, per incrementare l’awareness e il buzz in riferimento al loro nuovo importante lancio di prodotto, denominato Esperienze.

Grazie alla campagna su Stories, Airbnb ha conosciuto un aumento a doppia cifra dell’ad recall. Queste sono proprio le parole pronunciate da Eric Toda, Global Head of Social Marketing and Content di Airbnb: «Abbiamo visto un incremento a doppia cifra dell’ad recall della nostra campagna per Esperienze. Questo impatto così misurabile ci ha resi molto felici dell’investimento nel nuovo formato pubblicitario. La possibilità di applicare strumenti di targeting e misurazione esistenti a un’esperienza per raggiungere con la storia giusta il pubblico giusto, con la giusta mentalità, ci ha permesso di raggiungere i risultati che speravamo in una partnership con Instagram».

Instagram Stories: un mercato da 150 milioni di users L’impatto economico della pubblicità su Instagram Stories può essere veramente interessante se si considera che Stories viene usato in media da circa 150 milioni di users al giorno, che un 1/3 delle Storie più viste è stato creato da aziende e che il 70% degli instagrammer segue come minimo un business. Agli interessati all’approfondimento di Instagram Stories consigliamo l’articolo Instagram Stories 24H: come crearle al meglio.

fonte: mediakey.tv

La mappa dei Social Network

Così i social network si spartiscono la mappa del mondo

Al di là dei numeri degli utenti, come si dividono lo scacchiere i vari protagonisti del social networking? Da LinkedIn a Reddit che avanza, passando per Facebook asso piglia tutto.

Mappa utilizzo Social

Dati, controdati. Facebook che sfiora la quota degli 1,9 miliardi di utenti, Instagram che gioca a fioretto con Snapchat, e LinkedIn? Che fa LinkedIn? Ma soprattutto: come si spartiscono lo scacchiere tutti i servizi nel mondo? L’analista Vincenzo Cosenza ha pubblicato la nuova versione della “Mappa dei social network nel mondo”: sfruttando i nuovi dati di Alexa (Amazon), ha incluso nello studio 15 nuovi paesi, operazione che gli ha permesso di addentrarsi maggiormente nel panorama africano.

I risultati dell’indagine danno Facebook come piattaforma preferita in 119 dei 149 paesi analizzati. “Eppure nell’ultimo anno l’armata di Zuckerberg ha dovuto indietreggiare in 9 territori: in 5 è stato fermato da Odnoklassniki, in 2 da Vkontakte e in altri 2 da Linkedin”, scrive Cosenza. Botswana, Mozambico, Namibia, Iran e Indonesia, prediligono Instagram (che vince 7 paesi della mappa, compreso l’Iran), mentre in alcune zone dell’Africa (come il Mali, per dirne uno) vince LinkedIn che, in generale, conquista 9 paesi.

VKontakte e Odnoklassniki (gruppo Mail.ru) accrescono la loro presenza, rispettivamente, in 7 e 5 territori sovietici.

Se sotto la coltre del grande firewall cinese QZone presidia, in Giappone Twitter vince il podio. In questo caso però è da considerare “una presenza di network prevalentemente basati su dispositivi mobili, che sono di difficile rilevazione”.

Per andare dietro le quinte, l’analisi di Cosenza ha sfruttato il confronto di vari servizi di analisi del traffico, come SimilarWeb e Alexa, “che danno una stima della popolarità per nazione, in assenza di dati ufficiali granulari”. Nelle 57 nazioni per le quali l’indagine è stata possibile, la lotta serrata si gioca tra Instagram, al secondo posto in 37 paesi, e Twitter, presente in 8 paesi (320 milioni di utenti).

Sorpresa: “L’outsider di questa nuova analisi è Reddit, il forum 2.0, che ha conquistato la seconda posizione in 5 nazioni, tra cui Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda”. Una presenza da non sottovalutare, considerando che il Canada viene spesso utilizzato dalle aziende tech per il lancio di nuove funzioni perché molto ricettivo e affine al mercato degli Stati Uniti.

Mappa utilizzo Social

fonte: wired.it

L'ora migliore per pubblicare sui Social

L’ora migliore per pubblicare contenuti sui social network!

In fondo è semplice: l’ora migliore per pubblicare i contenuti sui social network è il momento in cui le persone che ci interessano sono su quel social network. È così che si ottiene il maggior numero di visualizzazioni, quindi di condivisioni e conseguentemente di clic.

Anche se la risposta alla domanda può sembrare semplice, in realtà, non è così facile sapere quando il pubblico che ci interessa è online ed attivo sulla piattaforma che vogliamo utilizzare.

Per fortuna alcuni grandi network, quelli che fanno milioni di visualizzazioni su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram e Google+ hanno condotto studi accurati sul “momento migliora per postare” e hanno deciso di condividerne i risultati.

In questo articolo trovate i dati dei principali studi disponibili consolidati e riassunti.

Se invece volete approfondire da soli e capire i diversi risultati di ciascuna ricerca potete farlo consultando le fonti che noi stessi abbiamo usato per questo post

  1. HubSpot’s roundup
  2. Ricerca Forbes case study
  3. Ricerca search Buffer
  4. Aggiornamneto ricerca Buffer
  5. Studio Huffington Post
  6. Ricerca SurePayroll’s compiled research
  7. Analisi Fast Company
  8. Studio Neil Patel su Quick Sprout
  9. Elle & Co. research
  10. FastCompany research
  11. TrackMaven research
  12. Chron research
  13. Kissmetrics research
  14. Fannit research
  15. Studio CoSchedule

Quale è il momento migliore per pubblicare contenuti su Facebook?

L'orario migliore per pubblicare su Facebook
Il momento migliore per postare su Facebook va dalle 13 alle 16 sia in settimana che nei week-end.

In particolare

  • Sabato e domenica dalle 12 alle 13
  • Giovedì e venerdì dalle 13 elle 16
  • Mercoledì alle 15

Per attività B2B i giorni migliori sono giovedì e venerdì. La gente è più felice di venerdì e condivide più volentieri una notizia.

Per attività B2C il weekend è il momento migliore con un engagement superiore del 32% rispetto al resto della settimana.

Bene anche le 9 di mattina nei giorni feriali, mentre il momento peggiore è prima delle 8 di mattina o dopo le 20.

L’ora migliore per Twittare

L'ora migliore per pubblicare su twitter
Su Twitter il momento migliore per pubblicare un contenuto va dalle 12 alle 15 nei giorni feriali, con un picco anche alle 17.

Per attività B2B i giorni migliori sono quelli feriali durante l’orario di lavoro con un +16% in termini di retweet e clic.

Per attività B2C meglio in weekend che fa segnare un +17% in termini di engagement

In particolare:

  • Giovedì dalle 17 alle 18
  • Giorni feriali dalle 12 alle 15 e poi alle 17
  • Buoni risultati anche dalle 6 alle 7 di mattina e dalle 21 alle 22

Molte persone usano Twitter durante il trasferimento verso il lavoro e poi nelle pause della giornata lavorativa. Tenetelo presente.

Il momento migliore per pubblicare su LinkedIn

L'ora migliore per pubblicare su linkedin

LinkedIn è un network professionale, molte persone lo consultano come fosse un quotidiano, quindi prima di andare a lavoro oppure alla fine della giornata lavorativa.

I giorni feriali sono i migliori, soprattutto quelli centrali: martedì, mercoledì e giovedì.

Quindi quali sono i giorni e le ore migliori per pubblicare su LinkedIn?

  • Mercoledì dalle 10 alle 11 (top)
  • Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 7,30 alle 8,30;
  • Giorni feriali alle 12 e dalle 17 alle 18

Per individuare il momento perfetto pensate che Linkedin viene usato soprattutto prima che inizia la giornata lavorativa e quando sta volgendo al termine, gli orari possono essere diversi a seconda del settore in cui si opera, dalla stagione o dal tipo di figura a cui ci si indirizza.

Quale è il momento migliore per pubblicare su Instagram?

L'ora migliore per pubblicare su Instagram

Instagram ha un coinvolgimento costante dei propri utenti durante tutti i giorni della settimana, con prestazioni leggermente migliori il lunedì e leggermente più basse la domenica.

Quindi ecco i giorni e gli orari migliori per pubblicare foto su Instagram:

  • Lunedì e giovedì tutti gli orari tranne dalle 15 alle 16
  • Video: tutti i giorni alle 9 e alle 20
  • Buoni risultati anche alle 17

Consiglio generale

Questi sono gli orari e i giorni migliori per pubblicare contenuti sui vari social network ed ottenere il maggior numero di condivisioni e clic, Prima di tutto però imparate da voi stessi, guardate le statistiche dei vostri post per capire se il vostro specifico pubblico ha abitudini o preferenze differenti. Nessuno meglio di voi stessi può conoscere i propri follower.

fonte: digitalic.it

Social Media Marketing: fan base piccola, opportunità enormi

Social Media Marketing: Fan Base Piccola, Opportunità Enormi. Il Caso delle Scarpe

Uno studio relativo ai marchi di calzature mostra come sia possibile sfruttare Facebook, Instagram & co per creare un forte engagement con i clienti, e che al crescere del numero di follower diminuisce il ritorno sugli investimenti. I brand artigianali che puntano su interazioni costanti e personalizzate riescono a guadagnare in fretta terreno e riconoscibilità: un’opportunità per il “made in Italy”

Non è vero che sui social media vince sempre chi ha i numeri più grandi. In una realtà in cui prima di tutto è importante intessere relazioni durature, dedicare attenzione alla follower base con contenuti e interazioni costanti può ridurre drasticamente il divario con competitor di dimensioni (o blasoni) assai più importanti. Il settore delle calzature, analizzato in uno studio condotto su 51 brand internazionali e pubblicato anche dal sito della Business School INSEAD, è piuttosto emblematico sotto questo profilo. Il campione include 34 aziende italiane, nove francesi, sei britanniche e due statunitensi.

«In un’arena in cui si confrontano grandi marchi, griffe affermate e piccole imprese artigianali o addirittura storiche – dice l’autore Matteo Altobelli, Co-founding partner di Tilden/Cramm – la possibilità di creare storie, specialmente per immagini, può trasformare una lotta impari in termini di budget di marketing e notorietà dei vari marchi in un confronto almeno alla pari nel “top of mind” dei consumatori. Riconoscibilità che, se opportunamente gestita, si traduce in risultati di business interessanti, alla luce delle opportunità oggi esistenti online».

Facebook e Instagram regine dei social nel retail

Ma vediamo prima di tutto in che modo, secondo l’indagine, i marchi di scarpe hanno colonizzato i social network. La piattaforma regina, naturalmente, è Facebook, seguita a ruota da Instagram. Fatta eccezione per quattro casi, tutte le aziende prese in considerazione presenti sul portale di Mark Zuckerberg hanno anche un account sul social specializzato in foto istantanee, con una forte correlazione tra la fruizione dei contenuti che i follower sperimentano nei due ambienti. Mediamente, ogni azienda è comunque presente su tre piattaforme, mettendo insieme – si parla di valore mediano (la mediana statistica -ndr) – 17.100 follower. Dei marchi analizzati, 19 hanno più di 10 mila seguaci, tre più di 100 mila e tre oltre un milione. In genere ciascun brand effettua un post per ogni giorno lavorativo, con una media di 23 post al mese, che oscillano tra i 50-70 post delle aziende più attive e un post alla settimana (o anche meno) di quelle più caute. Nel primo trimestre del 2016 non si è assistito in media a particolari variazioni di questi trend, anche se ciòè dovuto ad un bilanciamento tra un gruppo di aziende che ha accelerato (alcune anche di molto) ed altre che hanno sostanzialmente ridotto il ritmo dei propri post.

Numero di Followers Instagram

Dal like all’eCommerce: questione di engagement e di dimensioni

L’aspetto più interessante riguarda però, come detto, la capacità di generare engagement a prescindere dal giro d’affari e dalle dimensioni dell’organizzazione. Anzi, in realtà una correlazione esiste, ma è di proporzionalità inversa. Lo studio sottolinea infatti che maggiore è il numero di follower, minore è l’engagement con il brand. Addirittura le dieci aziende con il miglior tasso di coinvolgimento coi propri fan sono quelle che contano circa 2 mila seguaci, e tra queste spiccano Silvano Sassetti, Aubercy, Weston, Giorgio Fabiani, Alberto Fasciani, Franceschetti, Barret, tutte attività artigianali che hanno fatto dell’emozionalità e della tradizione asset in grado di competere, almeno per il coinvolgimento nel marketing on line, con la forza d’urto dei grandi gruppi industriali. D’altra parte sembrerebbe che oltre una certa soglia di iscritti l’efficacia delle attività di interazione sui propri canali cali fisiologicamente, a prescindere dagli sforzi che si possono indirizzare.

Social Media Engagement Vs Numero di Followers

Secondo l’indagine, il ritorno sugli investimenti in engagement comincia a diminuire a partire dai 50 mila follower in su. Questo perché interviene il fattore notorietà: nel momento in cui un marchio ha raggiunto una reach così estesa ha probabilmente sviluppato una fama tale per cui i consumatori cominciano a seguirlo non tanto per il tipo di relazioni che si sviluppano on line, quanto per rispondere ai dettami della tendenza.

Il vantaggio per i brand che occupano nicchie di mercato sta proprio nella possibilità di guadagnare terreno sui competitor più affermati sfruttando la crescita organica della follower base, approccio che comporta minori investimenti delle campagne di comunicazione off line e una presenza più capillare sulle piattaforme dove il pulsante “compra”, anche su mobile, è a un solo click di distanza. E considerando che nel 2015, secondo Ecommerce-Europe, le vendite on line e via smartphone sono cresciute molto più di quelle registrate nei canali fisici, facendo segnare un +13,3%, la carta dei social media acquista ancora più valore.

fonte: digital4.biz