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Gli ultimi cambiamenti di Facebook, Instagram e LinkedIn da conoscere Che impatto hanno sui nostri business gli ultimi cambiamenti dei social media?

Il 2018 sarà un anno di profondi cambiamenti per i social media più importanti che, anno dopo anno, si affermano sempre di più come potenti strumenti di marketing e territorio su cui i brand sono chiamati quotidianamente a competere.

Per questo è fondamentale essere sempre informati sugli ultimi cambiamenti e i trend che coinvolgono le piattaforme.

Facebook: perchè l’algoritmo penalizza le aziende

Nel primo quarter del 2018 Facebook ha messo in atto una serie di update che avranno un impatto significativo sul vostro business – anche in termini di risultati e costi adv.

Il più grande cambiamento vede, appunto, come protagonista il modo di fare advertising su Facebook.

Con in nuovi aggiornamenti dell’algoritmo, sono cambiate alcune cose per quanto riguarda la creazione e la sponsorizzazione delle inserzioni. Grazie all’implementazione degli strumenti di Dynamic Creative Optimization e Dynamic Language Optimization, gli inserzionisti possono ottenere risultati più precisi e qualitativi dagli A/B test – selezionando la migliore combinazione di immagini e testo che Facebook mixa dinamicamente, una volta attivata la campagna – e creare inserzioni multilingue espandendo la propria audience reach, con la possibilità di mostrare il proprio contenuto già tradotto in 6 lingue diverse.

Anche il News Feed di Facebook, però, ha subito cambiamenti importanti che si sono tradotti in un tragico crollo della reach dei post pubblicati dalle pagine dei brand.

La comunicazione dei brand è stata fortemente penalizzata da quest’ultimo aggiornamento, che ha come scopo quello di incrementare la qualità (e l’affidabilità) dei contenuti condivisi sulla piattaforma, in contrasto alle fake news.

Come ti traduce questo per il business?

La creatività conquista un ruolo fondamentale. Le aziende sono chiamate a fare un utilizzo di Facebook più oculato e professionale, creando contenuti di qualità, il più possibile distintivi e personalizzati per le proprie audience, accompagnati da efficaci call to action.

Instagram: una gestione sempre più dinamica e smart

Instagram, intanto, sta diventando una piattaforma sempre più dinamica ed engaging, per utenti e aziende. Uno degli aggiornamenti più significativi in questa direzione è stata l’introduzione della possibilità di seguire gli hashtag: in questo modo, gli utenti non dovranno più andare in cerca dei contenuti che più gli interessano, poiché questi appariranno automaticamente nel loro feed.

Un’altra interessante feature in via di rilascio è il tasto Regram, attraverso il quale si potranno condividere contenuti di altre persone in modo semplice e immediato, senza dover passare da applicazioni esterne.

Come si traduce questo per il business?

Ça va sans dire: la possibilità di seguire gli hashtag renderà più semplice il monitoring degli hashtag del proprio brand, di quelli più usati dalla concorrenza e degli hashtag più efficaci in termini di engagement, in relazione al proprio settore di business. Invece, il tasto Regram renderà molto più semplice la condivisione dei contenuti generati dai follower del proprio canale (UGC).

LinkedIn: un doveroso refresh

Dopo un calo dell’interesse degli utenti nei confronti della piattaforma business-centrica per eccellenza, questa si rimette in pista mettendo in atto una serie di update.

Uno degli obiettivi di LinkedIn è quello di ridare risalto ai gruppi, che nel corso del tempo hanno registrato un calo di popolarità: per farlo, ha reso la feature accessibile dalla homepage, con la possibilità di vedere gli ultimi contenuti pubblicati dai membri dei propri gruppi nel feed e di riceverne le notifiche. Inoltre, per i membri del gruppo è ora possibile postare contenuti video.

Inoltre, LinkedIn sta attuando un improvement generale delle sue funzioni per rendere più facile e veloce l’accesso delle aziende alle informazioni personali dei propri clienti attuali e potenziali.

Come si traduce questo per il business?

Aziende e inserzionisti non potranno che beneficiare di una migliore comunicazione e gestione dei propri dati e del proprio account. Inoltre, ridare nuova vita ai gruppi renderà l’esperienza degli utenti su LinkedIn ancora più connessa e coinvolgente.

I social media sono in costante evoluzione e il successo dei vostri sforzi di digital marketing dipende in gran parte dalla vostra capacità di usare gli ultimi aggiornamenti delle piattaforme a favore del vostro business. Stay tuned.

di Alexia Altieri
Fonte: ninjamarketing.it

La mappa dei Social Network

Così i social network si spartiscono la mappa del mondo

Al di là dei numeri degli utenti, come si dividono lo scacchiere i vari protagonisti del social networking? Da LinkedIn a Reddit che avanza, passando per Facebook asso piglia tutto.

Mappa utilizzo Social

Dati, controdati. Facebook che sfiora la quota degli 1,9 miliardi di utenti, Instagram che gioca a fioretto con Snapchat, e LinkedIn? Che fa LinkedIn? Ma soprattutto: come si spartiscono lo scacchiere tutti i servizi nel mondo? L’analista Vincenzo Cosenza ha pubblicato la nuova versione della “Mappa dei social network nel mondo”: sfruttando i nuovi dati di Alexa (Amazon), ha incluso nello studio 15 nuovi paesi, operazione che gli ha permesso di addentrarsi maggiormente nel panorama africano.

I risultati dell’indagine danno Facebook come piattaforma preferita in 119 dei 149 paesi analizzati. “Eppure nell’ultimo anno l’armata di Zuckerberg ha dovuto indietreggiare in 9 territori: in 5 è stato fermato da Odnoklassniki, in 2 da Vkontakte e in altri 2 da Linkedin”, scrive Cosenza. Botswana, Mozambico, Namibia, Iran e Indonesia, prediligono Instagram (che vince 7 paesi della mappa, compreso l’Iran), mentre in alcune zone dell’Africa (come il Mali, per dirne uno) vince LinkedIn che, in generale, conquista 9 paesi.

VKontakte e Odnoklassniki (gruppo Mail.ru) accrescono la loro presenza, rispettivamente, in 7 e 5 territori sovietici.

Se sotto la coltre del grande firewall cinese QZone presidia, in Giappone Twitter vince il podio. In questo caso però è da considerare “una presenza di network prevalentemente basati su dispositivi mobili, che sono di difficile rilevazione”.

Per andare dietro le quinte, l’analisi di Cosenza ha sfruttato il confronto di vari servizi di analisi del traffico, come SimilarWeb e Alexa, “che danno una stima della popolarità per nazione, in assenza di dati ufficiali granulari”. Nelle 57 nazioni per le quali l’indagine è stata possibile, la lotta serrata si gioca tra Instagram, al secondo posto in 37 paesi, e Twitter, presente in 8 paesi (320 milioni di utenti).

Sorpresa: “L’outsider di questa nuova analisi è Reddit, il forum 2.0, che ha conquistato la seconda posizione in 5 nazioni, tra cui Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda”. Una presenza da non sottovalutare, considerando che il Canada viene spesso utilizzato dalle aziende tech per il lancio di nuove funzioni perché molto ricettivo e affine al mercato degli Stati Uniti.

Mappa utilizzo Social

fonte: wired.it

L'ora migliore per pubblicare sui Social

L’ora migliore per pubblicare contenuti sui social network!

In fondo è semplice: l’ora migliore per pubblicare i contenuti sui social network è il momento in cui le persone che ci interessano sono su quel social network. È così che si ottiene il maggior numero di visualizzazioni, quindi di condivisioni e conseguentemente di clic.

Anche se la risposta alla domanda può sembrare semplice, in realtà, non è così facile sapere quando il pubblico che ci interessa è online ed attivo sulla piattaforma che vogliamo utilizzare.

Per fortuna alcuni grandi network, quelli che fanno milioni di visualizzazioni su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram e Google+ hanno condotto studi accurati sul “momento migliora per postare” e hanno deciso di condividerne i risultati.

In questo articolo trovate i dati dei principali studi disponibili consolidati e riassunti.

Se invece volete approfondire da soli e capire i diversi risultati di ciascuna ricerca potete farlo consultando le fonti che noi stessi abbiamo usato per questo post

  1. HubSpot’s roundup
  2. Ricerca Forbes case study
  3. Ricerca search Buffer
  4. Aggiornamneto ricerca Buffer
  5. Studio Huffington Post
  6. Ricerca SurePayroll’s compiled research
  7. Analisi Fast Company
  8. Studio Neil Patel su Quick Sprout
  9. Elle & Co. research
  10. FastCompany research
  11. TrackMaven research
  12. Chron research
  13. Kissmetrics research
  14. Fannit research
  15. Studio CoSchedule

Quale è il momento migliore per pubblicare contenuti su Facebook?

L'orario migliore per pubblicare su Facebook
Il momento migliore per postare su Facebook va dalle 13 alle 16 sia in settimana che nei week-end.

In particolare

  • Sabato e domenica dalle 12 alle 13
  • Giovedì e venerdì dalle 13 elle 16
  • Mercoledì alle 15

Per attività B2B i giorni migliori sono giovedì e venerdì. La gente è più felice di venerdì e condivide più volentieri una notizia.

Per attività B2C il weekend è il momento migliore con un engagement superiore del 32% rispetto al resto della settimana.

Bene anche le 9 di mattina nei giorni feriali, mentre il momento peggiore è prima delle 8 di mattina o dopo le 20.

L’ora migliore per Twittare

L'ora migliore per pubblicare su twitter
Su Twitter il momento migliore per pubblicare un contenuto va dalle 12 alle 15 nei giorni feriali, con un picco anche alle 17.

Per attività B2B i giorni migliori sono quelli feriali durante l’orario di lavoro con un +16% in termini di retweet e clic.

Per attività B2C meglio in weekend che fa segnare un +17% in termini di engagement

In particolare:

  • Giovedì dalle 17 alle 18
  • Giorni feriali dalle 12 alle 15 e poi alle 17
  • Buoni risultati anche dalle 6 alle 7 di mattina e dalle 21 alle 22

Molte persone usano Twitter durante il trasferimento verso il lavoro e poi nelle pause della giornata lavorativa. Tenetelo presente.

Il momento migliore per pubblicare su LinkedIn

L'ora migliore per pubblicare su linkedin

LinkedIn è un network professionale, molte persone lo consultano come fosse un quotidiano, quindi prima di andare a lavoro oppure alla fine della giornata lavorativa.

I giorni feriali sono i migliori, soprattutto quelli centrali: martedì, mercoledì e giovedì.

Quindi quali sono i giorni e le ore migliori per pubblicare su LinkedIn?

  • Mercoledì dalle 10 alle 11 (top)
  • Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 7,30 alle 8,30;
  • Giorni feriali alle 12 e dalle 17 alle 18

Per individuare il momento perfetto pensate che Linkedin viene usato soprattutto prima che inizia la giornata lavorativa e quando sta volgendo al termine, gli orari possono essere diversi a seconda del settore in cui si opera, dalla stagione o dal tipo di figura a cui ci si indirizza.

Quale è il momento migliore per pubblicare su Instagram?

L'ora migliore per pubblicare su Instagram

Instagram ha un coinvolgimento costante dei propri utenti durante tutti i giorni della settimana, con prestazioni leggermente migliori il lunedì e leggermente più basse la domenica.

Quindi ecco i giorni e gli orari migliori per pubblicare foto su Instagram:

  • Lunedì e giovedì tutti gli orari tranne dalle 15 alle 16
  • Video: tutti i giorni alle 9 e alle 20
  • Buoni risultati anche alle 17

Consiglio generale

Questi sono gli orari e i giorni migliori per pubblicare contenuti sui vari social network ed ottenere il maggior numero di condivisioni e clic, Prima di tutto però imparate da voi stessi, guardate le statistiche dei vostri post per capire se il vostro specifico pubblico ha abitudini o preferenze differenti. Nessuno meglio di voi stessi può conoscere i propri follower.

fonte: digitalic.it

5 consigli per una Social Media Strategy Vincente

PMI, come muoversi sui Social Media: una strategia in 5 punti

Facebook, Twitter, LinkedIn & co. danno opportunità cruciali alle piccole e medie aziende di creare legami duraturi con i clienti e di attrarne di nuovi. Ma la realtà in Italia è che solo una pagina Facebook aziendale su 1000 ha almeno un post al giorno. Ecco alcuni semplici consigli per impostare un “piano operativo social“.

Il numero di pagine Facebook a supporto e promozione di attività commerciali o professionali cresce ogni giorno a gran ritmo anche in Italia. Ma al di là dei grossi brand e di poche eccezioni, sembra che le PMI, le piccole e medie imprese italiane, la vera e propria ossatura economica del nostro Paese, abbiano ampi margini di miglioramento in materia di gestione “social”.

Uno studio effettuato lo scorso dicembre da Spidwit, azienda sviluppatrice di una piattaforma online a supporto dei social media manager, ha evidenziato che solo una pagina aziendale Facebook su 1000 riesce a mantenere una media di almeno un post al giorno. È uno fra tanti indici negativi che evidenziano mancanza di focus, difficoltà nel reperire contenuti adeguati e, alle volte, mancanza di tempo e di competenze specifiche.

Eppure una strategia di presenza sui social network oggi può essere estremamente utile anche per una PMI, e iniziando per gradi, anche perfettamente alla portata di realtà piccole e medie. Ecco al proposito i 5 consigli di Spidwit alle PMI che vogliono cominciare a muoversi in modo strutturato sui social:

1. Tenere a mente che la parola d’ordine per i social è “intrattenimento” e non “pubblicità”

Il Marketing oggi, secondo Seth Godin, non è più basato sulle cose che vengono prodotte, ma sulle storie con cui coinvolgere e intrattenere clienti e potenziali clienti (storytelling). E’ normale utilizzare i social per promuovere l’azienda, i prodotti e le ultime offerte. Utilizzarli solo questo può però rivelarsi dannoso: i fan potrebbero annoiarsi quasi subito, iniziare a ignorare i post e a non seguire più l’azienda.

Il consiglio è dunque di condividere contenuti interessanti per chi legge. Gestire la propria community social senza calcare troppo la mano sul fattore commerciale è fondamentale per guadagnare autorevolezza grazie al content marketing strategico: bisogna coinvolgere la community con contenuti interessanti e anche quando si propone un messaggio commerciale, come la sponsorizzazione di un prodotto o servizio, bisogna farlo utilizzando tecniche di intrattenimento.

2. Definire chiaramente una strategia editoriale e usare il corretto tono e i giusti canali

Il primo passo per iniziare è definire il profilo degli utenti da coinvolgere in base agli obiettivi dell’azienda e alla strategia di marketing e posizionamento di mercato che si vuole raggiungere. In questa fase è importante creare i profili delle “buyer personas” (o anche “marketing personas”) ossia descrizioni dettagliate del pubblico che si vuole intercettare: schede complete che rispondano alle domande “chi è”, “cosa fa” e “di cosa ha bisogno”.

Grazie a strumenti come Google Analytics o Facebook Insight è possibile risalire all’età media, al sesso e persino alle passioni, le abitudini e necessità dei clienti. Partendo dalla prospettiva di questi archetipi molto dettagliati è possibile creare un ambito tematico e le tipologie di contenuti su cui è meglio puntare.

Di conseguenza si può definire una strategia editoriale che indichi cosa pubblicare, quando farlo e il tono di comunicazione da utilizzare, coerente col brand e con la mission aziendale. Una volta creato un calendario di pubblicazioni sarà importante seguirlo con costanza per acquisire autorevolezza e credibilità, e per mantenere la propria community attiva e attenta alle nostre comunicazioni.

E’ fondamentale monitorare costantemente l’interesse della community verso i vari contenuti e argomenti pubblicati, capire cosa ha funzionato e cosa meno, apportando le opportune modifiche al piano iniziale.

3. Pubblicare con regolarità contenuti di qualità

Dalla teoria alla pratica: dopo aver realizzato un piano dovranno essere prodotti dei contenuti da presentare alla propria base fan.
Tali contenuti possono essere creati dall’azienda, da un’agenzia, da esperti nel settore o nicchia. Contenuti originali possono essere integrati con articoli presenti sul web. In quest’ultimo caso il valore aggiunto offerto dall’azienda ai propri follower sarà l’attività di content curation ovvero la selezione di articoli, notizie e video che vengono segnalati alla propria audience. Fondamentale sarà accompagnare questi contenuti con frasi che possano personalizzarne la lettura e generare discussioni.

I contenuti dovranno essere di qualità, perché le pubblicazioni hanno un diretto impatto sulla percezione che il lettore si crea dell’azienda. Notizie fresche possono dare un senso di dinamicità e attualità.

Uno dei maggiori dilemmi è quello del quanto pubblicare: la risposta è … Dipende! Non esistono regole fisse, ma di buon senso. Troppi post al giorno rischiano di risultare molesti. Pochi contenuti non garantiscono il livello di presenza necessario, e la portata dei messaggi, anche a causa dei continui aggiustamenti degli algoritmi, potrebbe essere insufficiente.

Un contenuto al giorno per Facebook o Linkedin può essere un buon punto d’inizio, ma in funzione del gradimento e del calendario editoriale potrebbero anche diventare due o tre. Maggiore dovrebbe essere la presenza su Twitter, dove i messaggi “corrono” con velocità molto maggiori.

4. Ricordarsi che i social fanno parte di una strategia più ampia

I social network costituiscono una parte di una strategia digitale complessiva: possono essere utilizzati per il puro intrattenimento, ma anche per inviare traffico qualificato sul proprio sito, incentivare la lettura di un articolo, stimolare l’iscrizione su una landing page, catturare utenti per una newsletter. Sito, blog, social network, newsletter, landing page: sono tutti canali di comunicazione digitale che dovranno essere ben amalgamati e per cui la parola chiave è sempre coerenza. Coerenza che va applicata al tono di voce usato, ma anche ai messaggi che vengono veicolati sui vari canali: essere contraddittori o passare da un linguaggio formale a uno colloquiale senza soluzione di continuità, sono comportamenti che possono confondere i fan e far perdere interesse verso il brand.

5. Dedicare la giusta cura alla scelta delle persone, alle competenze e ai tool

I social media richiedono dedizione, impegno e costanza. Improvvisare o dedicarvisi nei ritagli di tempo non è certamente la soluzione migliore se si vogliono ottenere buoni risultati.

L’ideale sarebbe avere un professionista o un’agenzia che si occupi delle pagine social dell’azienda. Se in alternativa si vuol gestire internamente anche l’aspetto social della comunicazione allora è bene dotare una risorsa aziendale delle competenze necessarie e degli strumenti per poter facilitare la creazione ed esecuzione di un piano editoriale: dalla ricerca di contenuti alla loro creazione, dalla capacità di programmare le pubblicazioni in anticipo alla possibilità di monitorare i risultati.

 

fonte: Digital4