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Rapporto Censis sulla comunicazione 2017: un ritratto della dieta mediatica degli italiani

Gli italiani sono sempre più convinti frequentatori della Rete: è questo l’insight più macroscopico del Rapporto Censis sulla comunicazione 2017.  Secondo la quattordicesima edizione dello studio, infatti, Internet avrebbe ormai una penetrazione in Italia pari al 75.1% della popolazione. Un aumento di certo poco significativo (dell’1.5%) rispetto alla rilevazione dello scorso anno, ma che acquista senso se rapportato al dato decennale: un italiano su tre in più rispetto a quanto avveniva nel 2007 ha oggi una connessione a Internet.

 

 

TUTTI CONNESSI E TUTTI DA MOBILE: GLI ITALIANI E LA RETE SECONDO IL CENSIS

Non solo sempre più connessi però, gli italiani sembrano essere anche sempre più mobile, almeno a guardare i dati sulla spesa per smartphone, servizi di telefonia, traffico dati: nell’ultimo anno sarebbero stati spesi, infatti, oltre 22.8 miliardi di euro secondo il Rapporto Censis sulla comunicazione 2017. È una cifra da attribuire in buona percentuale, appunto, all’acquisto di smartphone e telefoni di ultima generazione: utilizzati ormai dal 69,7% degli italiani, hanno coperto solo nel 2016 una spesa di quasi sei miliardi di euro, quattro volte di più di quanto sarebbe avvenuto dieci anni fa.


Cosa fanno, però, gli italiani quando sono connessi e da mobile? Il rapporto glissa un po’ sulle abitudini 2.0 degli italiani, del resto evidenziate da altri studi di natura più descrittiva. Come facile da immaginare, comunque, dal Censis arriva la conferma che quasi chiunque (il 69,5%) abbia uno smartphone ha istallato e usa WhatsApp, la più popolare tra le app di messaggistica istantanea, e utilizza anche Facebook (il 562%) e Youtube (il 49.6%).

COME CAMBIA NEL TEMPO LA DIETA MEDIATICA DEGLI ITALIANI? LA TENACIA DELLA TELEVISIONE…
Come ogni anno, comunque, anche il Rapporto Censis sulla comunicazione 2017 è un ottimo strumento per guardare da vicino la dieta mediatica degli italiani e come questa cambi nel tempo. Lo studio conferma in questo senso una progressiva perdita di fiducia nei media tradizionali o, se non di fiducia, di appeal almeno. Quando si dice, così, che gli italiani non leggono più giornali si sta fotografando forse una condizione in cui poco più del 35% della popolazione compra e legge quotidiani di carta e l’incremento di lettori digitali non è tale allo stesso tempo da giustificare una migrazione verso siti d’informazione e testate online (l’utenza complessiva, infatti, a oggi supera appena il 25.2%). Meglio va invece con settimanali e periodici che hanno visto incrementare, anche se di poco, i loro lettori (rispettivamente il 31% e il 26.8%).

Solo la televisione, comunque, sembra resistere bene alla perdita di credibilità da un lato e alla concorrenza che arriva dagli ambienti digitali dall’altro: oltre il 92% degli italiani guarda il digitale terrestre, con una perdita rispetto allo scorso anno che sfiora appena il 3%. Allo stesso tempo, però, è interessante notare come anche in Italia si facciano largo forme di consumo televisive alternative: non si tratta tanto di veder confermato il successo della tv satellitare, che ormai raggiunge oltre la metà delle case degli italiani, quanto di accorgersi che anche web tv, smart tv e mobile tv cominciano ad apparire alternative credibili al più tradizionale piccolo schermo. Web tv e smart tv, infatti, hanno ormai un’utenza pari al 26.8% e la mobile tv ha quasi raddoppiato i suoi spettatori in un anno raggiungendo il 22.1% di utenza.


Il Rapporto Censis sulla comunicazione 2017 è una buona occasione, però, per riflettere anche sul caso Netflix: poco più dell’11% degli italiani guarda oggi film, serie tv, documentari e altri contenuti video sulla piattaforma, la percentuale è in aumento ma si tratta comunque di un target specifico di giovanissimi (la percentuale sale infatti al 20.6% tra gli under 30) e di persone con un’istruzione medio-alta (con diplomati e laureati la percentuale raggiunge rispettivamente il 14.1% e il 13.3%).

…E QUELLA DELLA RADIO (NONOSTANTE LA CONCORRENZA DI SPOTIFY)

Una riflessione simile potrebbe essere fatta tra l’altro anche con Spotify, il più popolare servizio di streaming musicale. Oggi il 10.4% degli italiani lo usa come “luogo” principale, se non esclusivo, per l’ascolto di musica ed è una percentuale che ben parla di come siano cambiate nel tempo le abitudini di ascolto e della rivoluzione imposta dal digitale al mercato discografico.

Se di abitudini di ascolto si tratta, poi, il Rapporto Censis sulla comunicazione non manca di notare neanche la resilienza della radio: come la televisione è uno dei vecchi media che non sembra aver perso l’appeal che aveva un tempo. Nel complesso, infatti, oltre l’82.5% degli italiani ascoltano ancora la radio. Lo fanno soprattutto in macchina: non sorprende così che l’autoradio sia il vettore più utilizzato per l’ascolto in diretta e che il drive time sia la fascia oraria che fa registrare più picchi quanto ad ascolto radiofonico. Anche se lentamente (solo un +4% rispetto allo scorso anno) comunque aumentano anche gli ascoltatori di web radio e podcast.

NON SOLO GAP GENERAZIONALE, GLI ADULTI SONO SEMPRE PIÙ GIOVANILI NEL CONSUMO MEDIATICO

Interessante è notare, infine, come il Rapporto Censis sulla comunicazione 2017 segni in maniera più evidente degli altri anni un gap generazionale per quanto riguarda i consumi mediatici. Due dati appaiono particolarmente significativi in questo senso: quello sulla penetrazione di Internet e quello sul consumo dei quotidiani. Oltre il 90% degli italiani più giovani, a cavallo tra Gen Z e Millennial, e cioè chi ha tra i 14 e i 29 anni, è presente in Rete contro una penetrazione negli over 65 a stento supera il 38%, nonostante si dica spesso che gli anziani sono sempre più social. Al contrario avviene coi quotidiani: la percentuale dei giovani che ne leggono uno è praticamente la metà di quella degli anziani. Allo stesso tempo, però, si starebbe assistendo a quella che il Censis chiama una «giovanilizzazione» degli adulti. In più campi è stato sottolineato, del resto, diverse volte come ci sia una fascia adulta di consumatori che tende ad allinearsi per gusti, processi decisionali, eccetera ai più giovani. Applicato in campo mediatico ciò significa, per esempio, che la penetrazione di Internet tra gli italiani di 30-44anni è quasi del 90%, percentuale piuttosto simile a quella dei giovanissimi e che gli adulti che utilizzano smartphone (l’84.7%) e social network (l’80.4%) preferendoli ai media più tradizionali sono, in numeri, sempre più quanto i giovani.

Articolo di Virginia Dara
(Fonte: insidemarketing.it)

I sette trend dell’e-commerce nel 2017

I sette Trend dell’E-commerce nel 2017

Negli ultimi 15 anni l’avanzamento di Internet e la nascita e lo sviluppo dell’e-commerce hanno cambiato completamente il modo di fare acquisti e di fare business. Da acquirenti sono molte le azioni che abbiamo imparato a gestire direttamente dal PC o dallo smartphone: ordiniamo la cena online che ci viene consegnata direttamente a casa, facciamo shopping online con spedizioni in 24 ore e in un solo clic, prenotiamo la nostra vacanza interamente online, paghiamo con moneta elettronica. Quello che anni fa sembrava fantascienza, oggi è realtà. L’e-commerce è in continuo divenire grazie alle nuove tecnologie e a una migliore logistica. Nel 2017 è possibile tracciare dei trend interessanti che sembrano sempre più affermarsi ed entrar a far parte dello standard dell’e-commerce.

Chatbot

Facebook, Twitter, Amazon e altri stanno integrando dei bot per lo shopping, le prenotazioni, ma soprattutto per il customer service. Il primo passo prima che questo trend si affermi del tutto, è quello di abituare gli utenti a parlare con le macchine. Si parla di conversational e-commerce per riferirsi all’interazione tra app di messaggistica quali Messenger e WhatsApp per fare shopping online. Il vantaggio per i clienti è quello di ottenere un supporto istantaneo, mentre le aziende possono utilizzare i chatbot per velocizzare e abbattere i costi per l’assistenza.

Intelligenza Artificiale

L’IA ha raggiunto un livello abbastanza elevato tanto da poter essere uno strumento oramai indispensabile nella vita di molte persone. Negli ultimi anni sono nati diversi assistenti digitali come Alexa di Amazon, Siri di Apple e Cortana di Microsoft con cui oggi molti di noi hanno imparato a comunicare. L’applicazione della tecnologia IA all’e-commerce è vicina. L’assistente virtuale ci mostra i risultati delle nostre ricerche, presentandoci prezzi, offerte e a volte dandoci qualche consiglio. È necessario analizzare come gli utenti rispondono a questa nuova modalità di acquisto e adattare il percorso guidato dall’assistenza virtuale di conseguenza.

Mobile

Forse più che un trend qui si parla di un’abitudine consolidata ormai per molti, soprattutto in paesi come la Cina. Il mobile prende sempre più piede rimpiazzando l’uso del PC desktop. Non per questo Google lavora a una nuova indicizzazione dei risultati di ricerca mobile first, nonostante in molti azzardano l’avvento del mobile only. L’aumento nell’utilizzo dei dispositivi mobili è collegato a un aumento delle azioni che è possibile compiere dallo shopping ai pagamenti.

Pagamenti da mobile

Oggigiorno è possibile effettuare acquisti direttamente da mobile in sistemi integrati, si pensi ad esempio a WeChat con la quale è possibile trasferire denaro ed effettuare transazioni. Gli utenti stanno apprezzando in particolar modo la semplicità del pagamento contactless tramite smartphone. Starbucks è stata la prima azienda a sfruttare la tecnologia ottenendo un successo strepitoso. Il 22% dei clienti di Starbucks utilizzano il pagamento tramite app, alla quale è integrato un programma di loyalty. L’azienda ottiene un +12% di fatturato, oltre a tante informazioni sulle abitudini dei clienti che creano una base di dati per migliorare i propri servizi. I pagamenti da mobile potrebbero essere la novità rivoluzionaria dell’e-commerce.

Spedizioni in giornata

La velocità nelle spedizioni è un fattore cruciale negli acquisti online. Negli ultimi anni i tempi si sono ridotti. Amazon Prime è stato il primo a offrire una maggiore flessibilità nelle spedizioni, lasciando all’utente la decisione di pagare un extra per una spedizione molto più veloce. Il futuro sembra vedere l’uso di droni, che Amazon sembra già sperimentare per consegne in 30 minuti.

Personalizzazione

Le nuove tecnologie permettono di mostrare contenuti, pubblicità e prodotti alle persone giuste, al momento giusto. La customer experience può essere resa molto personalizzata attraverso l’acquisizione di dati e quindi proponendo prodotti adatti alle esigenze dell’utente.

Social Selling

Un altro trend che sta prendendo piede senza che ce ne rendiamo realmente conto è il cosiddetto social selling. Utilizzando i social network come Facebook, Twitter e LinkedIn e possibile sfruttare il potere del networking online per raggiungere gli obiettivi di vendita. Le piattaforme social permettono alle aziende di entrare in contatto con i propri prospect, discutere con loro, condividere contenuti e instaurare una relazione.

Fonte: news.srl

il traffico mobile? In Italia quadruplicherà nel 2021

Cisco: il traffico mobile? In Italia quadruplicherà da qui al 2021

Secondo il nuovo studio Cisco Mobile Visual Networking Index 2016 – 2021, tra cinque anni il traffico sulla rete mobile globale sarà sette volte più intenso di oggi. Si consolida il trend dei contenuti video, mentre sembra destinato a esplodere il live streaming sui social media.

Entro il 2021, gli abitanti della Terra che possiederanno un telefono cellulare saranno 5,5 miliardi, ovvero più delle persone che avranno un conto in banca (5,4 miliardi), l’accesso all’acqua corrente (5,3 miliardi) o gli intestatari di linee telefoniche fisse (2,9 miliardi). La popolazione mondiale, per quell’epoca, secondo una stima delle Nazioni Unite (UN) si aggirerà intorno ai 7,8 miliardi di individui. In Italia, l’88% della popolazione continuerà a utilizzare dispositivi portatili, confermando il dato attuale senza particolari variazioni (52,668 milioni registrati a fine 2016 rispetto ai 52,576 del 2015).
Nel nostro Paese avremo in media 3 dispositivi mobile ciascuno entro il 2021, rispetto agli 1,6 registrati nel 2016. Gli utenti mobile in Italia sono stati 52,7 milioni nel 2016 (l’88% della popolazione Italiana), rispetto ai 52,6 milioni registrati a consuntivo del 2015 e cresceranno a 53,1 milioni nel 2021 (corrispondenti all’89% della popolazione). La previsione risulta dall’undicesima edizione dello studio Cisco Global Mobile Visual Networking Index (Cisco Visual Networking Index Global Mobile Data Traffic Forecast Update, 2016-2021), che copre il quinquennio 2016 – 2021. Lo stesso studio prevede che, tra cinque anni, il volume di traffico sulla rete mobile globale sarà 7 volte più intenso di oggi. Una vera e propria esplosione del traffico mobile, quindi, frutto di fattori come il costante aumento del possesso di cellulari, il numero sempre crescente degli utenti, l’abitudine a consumare sempre più contenuti video, reti sempre più veloci grazie alla diffusione del 4G e del 5G e, ultimo ma non da ultimo, la diffusione dell’Internet of Things, che si basa proprio sulla connessione “senza fili” alla rete Internet.

Tanto traffico, pochi ingorghi

Secondo lo studio Cisco, nel 2021 il traffico dati sulle reti mobili sarà il 20% di tutto il traffico IP (su rete Internet) del mondo, mentre nel 2016, era appena l’8% del totale. Per farsi un’idea di cosa significhi raggiungere questa quota – che in “bit” è pari all’esorbitante cifra di 587 exabyte di traffico all’anno – basti pensare che il traffico sulle reti mobili del 2021 sarà pari a 122 volte il traffico che si registrava sulle reti mobili nel 2011.
In Italia, il traffico dati su reti mobile rappresenterà il 15% del traffico IP complessivo, in crescita sul 10% registrato a fine 2016. Lo studio mette in luce come ben 12 miliardi di oggetti, macchine, smartphone e altri device IoT saranno connessi alla rete mobile nel 2021 (nel 2016 erano 8 miliardi). Questi smart object si connetteranno in modo tre volte più veloce rispetto a oggi, passando da una velocità media di 6,8 Mbps (Megabit al secondo) a una di 20,4 Mbps. Anche nel Belpaese il trend sarà analogo, con una crescita da 6,8 a 19 Mbps. Il 58% delle connessioni avverrà su rete mobile 4G: una tecnologia che avrà una crescita davvero importante, considerando che nel 2016 le connessioni in 4G erano circa il 26% del totale. Nel nostro Paese, le connessioni 4G rappresenteranno il 95% del totale delle connessioni wireless rispetto al 50% del 2016. Per il 2021, però, si attendono anche le prime applicazioni concrete delle reti 5G. secondo lo studio, queste reti “futuristiche” nel 2021 si saranno già conquistate una fetta dell’1,5% del traffico mobile totale.

IoT, wearable e M2M

Il Cisco Mobile Visual Networking Index calcola che nel 2021 il 29% delle connessioni alla rete mobile sarà rappresentato da connessioni fra macchine (M2M): se ne potranno contare circa 3,3 miliardi. Questo tipo di connessioni mobili, che costituivano appena il 5% del totale nel 2016 (780 milioni), farà registrare il maggior tasso di crescita, un chiaro segno dell’impatto che sta avendo, sia in ambito aziendale sia in ambito consumer, la diffusione a livello globale delle applicazioni dell’Internet o Things. Tali connessioni sono destinate a quadruplicare in Italia, passando da 23 a 86 milioni nel 2021.

Una buona parte degli oggetti connessi è rappresentato dai cosiddetti “dispositivi indossabili” – i cosiddetti wearable. Il report Cisco stima che nel 2021 nel mondo ci saranno 69 milioni di wearable connessi alla rete cellulare, in deciso aumento rispetto agli 11 milioni fatti registrare a consuntivo dell’anno appena concluso. Ma i dispositivi indossabili che non sono costantemente connessi alla rete cellulare sono molti di più: nel 2016 ce n’erano 325 milioni, nel 2021 saranno il triplo (929 milioni). In Italia i dispositivi wearable arriveranno a 21 milioni di unità nel 2021, partendo dai 7 milioni del 2016, con una crescita del 24% l’anno, e quelli connessi saranno oltre 1.3 milioni con una crescita del 8% anno su anno.

La realtà virtuale

La ricerca conferma, come da diversi anni a questa parte, che i contenuti video consumati su dispositivi mobili faranno la parte del leone anche nel 2021: il traffico dati dovuto a questo tipo di contenuti crescerà di 8,7 volte entro il 2021, e costituirà nel 2021 il 78% del totale. La vera novità è rappresentata dalla diretta: i contenuti video trasmessi “live”, oggi realizzabili con tantissime applicazioni e social media, cresceranno di ben 39 volte in 5 anni. In Italia, il video crescerà di 6 volte passando dal 60% del 2016 all’80% sul traffico mobile totale nel 2021.

Negli ultimi mesi gli sviluppi delle tecnologie di realtà virtuale (visori, soluzioni immersive…) e della realtà aumentata, che “sovrappone” uno strato di informazioni digitale alla realtà fisica, hanno spesso fatto notizia. Per utilizzare le applicazioni di realtà virtuale sono necessari nuovi strumenti da indossare, come i visori: secondo il report Cisco, se nel 2016 nel mondo ce n’erano 18 milioni, possiamo aspettarci che nel 2021 ce ne siano 100 milioni. La realtà virtuale si vive con una connessione mobile e genera un traffico di dati molto elevato: infatti il report Cisco svela che da qui al 2021 la quantità di dati scambiata sulle reti mobili dovuta alle applicazioni di realtà virtuale crescerà di ben 11 volte (arrivando a generare 140 petabyte di traffico al mese, contro i 13,3 petabyte del 2016). Anche le tecnologie di realtà aumentata si diffonderanno sempre di più e lo studio calcola che nel 2021 il volume di traffico sulle reti mobili generato da questo tipo di utilizzo sarà 7 volte maggiore di oggi (passando dai 3 petabyte al mese del 2016 a 21).

Le reti Wi-Fi: alleate della connettività mobile

Per connettersi in mobilità, oltre a usare il proprio piano dati è possibile usare anche il Wi-Fi: una connessione sempre più utilizzata. In tutto il mondo, nel 2016 c’erano 94 milioni di punti di accesso alla rete Wi-Fi pubblici (inclusi gli accessi Wi-Fi domestici); nel 2021 saranno sei volte tanto, arrivando a 541,6 milioni di unità. In Italia gli hotspot Wi-Fi (compresi quelli domestici) cresceranno di 30 volte dal 2016 al 2021, passando da 350mila a 10.7 milioni. Ma il Wi-Fi è molto utile anche per “dirigere” efficacemente il traffico dati sempre più grande che si produce usando le reti mobili. Se un dispositivo dispone sia di una SIM per connettersi alla rete mobile sia di un’antenna per la connessione Wi-Fi, il traffico può essere “dirottato” – in gergo tecnico, può esserne fatto l’offload – dall’una all’altra. Nel 2016 il 60% del totale del traffico dati è stato così “dirottato” e nel 2021 questa quota, anche se di poco, crescerà (63%). Quantitativamente, nel 2016 il traffico dati spostato sulle reti Wi-Fi è stato maggiore del traffico gestito solo sulla rete cellulare. In Italia, il traffico ridiretto tra cellulare e Wi-Fi passerà dal 53% al 60% del totale.

fonte: mobile4innovation.it

DIGITAL IN 2017: IN ITALIA E NEL MONDO

DIGITAL in 2017: In Italia e nel Mondo

Oggi è un giorno importante per la comprensione del comportamento delle persone nello scenario digitale, perché – come ogni anno – è arrivato il giorno in cui pubblichiamo il report Digital in 2017, figlio della collaborazione tra We Are Social e Hootsuite. Oggi assume un’importanza ancora maggiore rispetto al passato, visto che più della metà della popolazione mondiale accede regolarmente a internet.

A corredo dei (tantissimi) dati che trovate nel report, ci sono una serie di conclusioni utili per comprendere ancora meglio che implicazioni questi hanno sui business, e sulla società in generale, e sottolineano – ancora una volta – quanto velocemente stia cambiando lo scenario, grazie a un accesso alla rete sempre più diffuso, capace di avere un impatto decisivo sulla vita delle persone.

Sono passati solo 25 anni da quando Tim Berners-Lee ha resto il World Wide Web accessibile a tutti, e, in questo lasso di tempo, internet è diventato una parte fondamentale delle nostre vite.

Non è solo internet a diffondersi così rapidamente; abbiamo identificato, infatti, una serie di evidenze capaci di raccontare come ogni anno sia sempre più importante conoscere il modo in cui le persone interagiscono tra loro, con le istituzioni, con i publisher e con i brand. Eccone alcune:

  • più della metà della popolazione mondiale usa uno smartphone;
  • quasi due terzi della popolazione mondiale possiede un telefono cellulare;
  • più della metà del traffico internet è generato da telefoni;
  • più della metà delle connessioni mobile avviene oggi su banda larga;
  • più di una persona su cinque della popolazione mondiale ha effettuato almeno un acquisto online negli ultimi 30 giorni.

 

LO SCENARIO ITALIANO

Durante il 2016, il numero di persone che si sono connesse a internet è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente (39.21 milioni di persone), e dell’11% quello relativo all’uso dei social media (17% se osserviamo le persone che accedono a piattaforme social da dispositivi mobile – per un totale di 28 milioni, che corrisponde a una penetrazione del 47%).

Digital in Italia

Digital in Italia

Gli italiani si connettono sempre di più e lo fanno sempre più spesso usando i propri smartphone, come testimonia anche il volume di traffico internet generato da diversi dispositivi: se la percentuale di persone che navigano da un computer è scesa del 14%, sale quella di chi si connette da qualsiasi altro device (+44% dal proprio telefono, +8% da un tablet e +24% da altri dispositivi – come, ad esempio, console o smart TV).

Percentuali traffico web da dispositivi

Social media, mobile, ma anche fruizione di video. Le persone fruiscono sempre di più di questo tipo di contenuti, e le piattaforme offrono sempre più possibilità di espressione da questo punto di vista (è sempre più semplice produrre e condividere video LIVE, ed esistono sempre più applicazioni che consentono di modificare – senza particolari competenze – i propri video): il 31% degli italiani dichiara di guardare video online almeno una volta al giorno.

Il 2016 sarà anche ricordato come l’anno in cui Zuckerberg – ancora una volta – ribadisce l’importanza delle piattaforme di messaging: l’ha fatto condividendo gli impressionanti dati di crescita di Facebook Messenger (che in Italia è usato dal 33% delle persone che accede a internet), e aprendo la piattaforma agli sviluppatori per l’implementazione di chatbot, definendo una roadmap che sottolinea molto chiaramente la direzione che Facebook intende seguire.

Anche in Italia il trend è questo:

  • tra le prime 5 piattaforme social, 2 sono di messaging (e una – Instagram – ha attivato una serie di funzionalità che favoriscono la condivisione di contenuti one-to-one, in forma privata);
  • il 51% della popolazione online usa applicazioni di messaging dai propri dispositivi mobile;

I social Network più attivi

Sfogliando Digital in 2017, troverete il dettaglio di questi e moltissimi altri dati che restituiscono un quadro esaustivo della situazione italiana, che – nel complesso – segue i trend globali:

  • gli italiani dimostrano di essere decisamente propensi alla fruizione di contenuti, sempre più in mobilità (anche per l’ampia diffusione di smartphone- l’Italia è il terzo paese al mondo per penetrazione, con l’85% della popolazione a usarne uno, dietro soltanto a Spagna e Singapore);
  • il 52% della popolazione italiana accede, mensilmente, a piattaforme social, rispetto a una media globale del 37% (gli Emirati Arabi, primo paese in questa classifica, ha una penetrazione del 99%);
  • il dato più interessante riguarda l’uso di Facebook: il 74% degli italiani che lo usano, lo fanno ogni giorno (contro una media globale del 55%), a testimonianza del fatto che gli italiani – rispetto a persone provenienti da altri paesi – usano meno piattaforme, ma lo fanno con maggiore frequenza.

GLOBAL OVERVIEW

Il 2016 è stato un anno di straordinaria crescita nell’utilizzo di internet a livello globale, con un forte incremento di quasi tutti gli indicatori rispetto al 2015.

  • 3.77 miliardi di utenti internet nel 2017, con una penetrazione del 50% sulla popolazione mondiale;
  • 2.80 miliardi di utenti di social media nel 2017, con una penetrazione del 37%;
  • 4.92 miliardi di utenti mobile nel 2017, con una penetrazione del 66%;
  • 2.56 miliardi di utenti social media da mobile nel 2017, con una penetrazione del 34%;
  • 1.61 miliardi di utenti di e-commerce nel 2017, con una penetrazione del 22%.

Crescita annuale

La rapidità della crescita di questi – e altri – indicatori è stata uno degli elementi centrali anche nel report dell’anno scorso (Digital in 2016), ma, considerando che oggi la penetrazione di internet ha superato il 50%, era lecito aspettarsi un rallentamento di questo trend, invece è successo esattamente l’opposto:

  • l’utilizzo di internet è cresciuto del 10% rispetto al 2016, +354 milioni rispetto al 2015;
  • gli utenti attivi sui social media sono aumentati del 21%, è 482 milioni rispetto al 2015;
  • gli utenti unici da mobile sono cresciuti del 5%, +222 milioni negli ultimi 12 mesi;
  • gli utenti di social media da mobile sono cresciuti del 30%, +581 milioni (!!!) nel 2016.

Uso globale di Internet

Più di 2.8 miliardi di persone utilizzano canali social almeno una volta al mese, e +91% di loro lo fa usando dispositivi mobile: Facebook continua a crescere, e si tratta di un dato molto interessante, visto che – ormai da 10 anni – è la piattaforma – di gran lunga – più usata (se consideriamo tutto il suo ecosistema – che include Instagram, WhatsApp e Messenger – l’audience è costituita da 4.37 miliardi di persone).

Qui il dettaglio relativo all’uso delle diverse piattaforme social:
Utenti attivi

Un altro dato interessante riguarda il tempo speso sui canali social: GlobalWebIndex sottolinea come l’utente medio spende – mediamente – 2 ore e 19 minuti usando piattaforme social ogni giorno.

I numeri che riguardano i social media sono impressionanti, ma ancor più lo sono se legati all’accesso di questi canali da dispositivi mobile: più di un terzo della popolazione mondiale accede a piattaforme social da mobile (2.5 miliardi di persone, +581 milioni rispetto a 12 mesi fa). Circa l’8% della popolazione mondiale ha iniziato a usare dispositivi mobile durante il 2016: questo significa un nuovo utente ogni 18 secondi (giusto per dare un’idea, mentre leggevate questa frase, 100 persone hanno iniziato a usare un dispositivo mobile per accedere a canali social).

fonte: wearesocial.com

Trend AOL

Discussioni nei media, i trend 2017 secondo AOL

Christina Lundari condivide gli insight di AOL sui temi che domineranno le discussioni nel settore dei media nel 2017.

Ripensiamo a quest’ultimo anno e alle discussioni nei media. Qual è stato l’evento che ha avuto il maggiore impatto sul nostro lavoro? Per alcuni di noi possono essere stati avvenimenti epocali quali la Brexit, o l’elezione del Presidente Trump o la morte di grandi artisti, da Bowie a Cohen. Per altri, invece, sono stati i cambiamenti che si sono manifestati nel nostro settore. Ad esempio, all’inizio del 2016 l’Ad Blocking sembrava il tema più caldo in ambito pubblicitario. Più di recente però ci sono state altre evoluzioni nel panorama dei media che hanno generato un flusso apparentemente senza fine di gare, a livello globale. Senza dimenticare la forte e sempre crescente preferenza da parte dei consumatori per tutto ciò che è mobile e video.

Il punto è questo: il cambiamento avviene continuamente. Ogni anno, ogni mese, ogni giorno. E spesso crea scompiglio. A volte il cambiamento è sfidante. Ogni volta però è un’occasione per (ri)pensare al nostro ruolo, alla nostra organizzazione e al nostro modello di business. Detto ciò, queste sono le aree in cui prevedo che le cose possano cambiare nel 2017. Anche se, dopo un anno come quello appena trascorso, c’è la possibilità che fra dodici mesi potremmo ritrovarci con un quadro completamente diverso…

Il Mobile non smetterà di crescere

Il Mobile continuerà a crescere e sempre più rapidamente. Le stime di eMarketer (eMarketer data, September 2016) mostrano che nel 2017 il numero di utenti smartphone (53,1%) supererà per la prima volta il numero di utenti di telefonia mobile tradizionale. Con un numero di connessioni al mondo vicino agli 8 miliardi secondo la GSMA, e con gli smartphone pronti a dominare, i responsabili marketing e gli editori non potranno esimersi dall’aumentare i propri investimenti in quest’area nei prossimi 12 mesi.
In questo scenario, dobbiamo anche tenere in considerazione che l’originaria funzione ‘telefono’ nel mondo smartphone sta diventando sempre meno importante, essendo diventato anche uno schermo per l’entertainment, un dispositivo fotografico e un portafoglio – per citare solo alcune delle infinite modalità di impiego. Viste queste caratteristiche uniche del mobile, le opportunità più interessanti che vediamo sono la progressiva affermazione di nuovi formati pubblicitari – in particolare i formati 360°, la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR) e i video live, che avranno una rapida diffusione non appena entreremo nell’era 5G – e, conseguentemente, i marketer dovranno studiare come raggiungere gli utenti in mobilità nei modi più diversi, sofisticati e integrati possibili.

Il video continua a dominare

La crescita dei video, e il video in ambito mobile in particolare, nel corso degli ultimi due anni è stata esponenziale. Il Visual Networking Index di Cisco (VNI) 2016 prevede che, avendo già superato il 50% l’anno scorso, entro il 2020 tre quarti del traffico dati mobile al mondo saranno imputabili al Video. Il prossimo anno la crescita è destinata ad aumentare di nuovo con un’impennata addirittura di 11 volte.
Questa crescita è guidata dal fatto che la vista, il suono e il movimento rimangono uno dei modi più coinvolgenti per raggiungere i consumatori tramite qualsiasi dispositivo. I video e il mobile domineranno man mano il mondo dei media, nel 2017 e per molti anni a venire. I consumatori stessi saranno i primi utilizzatori delle nuove tecnologie video – insieme alle già citate 360°, VR, AR e ai video live – e noi marketer dovremo pensare a modi completamente nuovi per riuscire a coinvolgerli in maniera efficace nel prossimo anno.

Il potere agli editori

In passato, la maggior parte delle piattaforme tecnologiche nell’ecosistema del Digital Advertising sono state sviluppate pensando prima di tutto agli advertiser. Tuttavia, nel 2016, abbiamo visto emergere nuovi potenti tool per gli editori, i quali hanno a disposizione piattaforme tecnologiche più flessibili, formati maggiormente orientati al consumatore e funzionalità di targeting avanzate. Questo li ha aiutati a far evolvere la loro offerta oltre le semplici campagne a performance, potendo ora rispondere a tutti i KPI richiesti dagli inserzionisti.
L’Header Bidding e il Price Floor Optimization (PFO) automatizzato sono solo un paio tra le soluzioni a disposizione degli editori. Entrambi sono diventati più diffusi negli ultimi 12-18 mesi, aiutando gli editori ad aumentare i propri ricavi attraverso il Programmatic.
In passato c’era una certa esitazione ad utilizzare questi strumenti. Oggi, tuttavia, le cose sono cambiate in quanto gli editori possono assicurarsi il miglior prezzo per impression in tempo reale. Inoltre, dato che i contenuti degli editori spesso vengono fruiti tramite altri canali oltre ai siti proprietari, le piattaforme tecnologiche diventeranno sempre più importanti per gli editori, in quanto miglioreranno ulteriormente i ricavi generati dai contenuti anche al di fuori dalle proprie properties.

Il consolidamento dei dati

Nel 2016, abbiamo visto brand ed editori attivarsi per migliorare i punti di contatto col consumatore creando creatività di qualità e contenuti in cui il pubblico trovasse un vero valore: personalizzati e pertinenti. Questo è avvenuto in parte perché i consumatori sono sempre più in movimento e se i marketer vogliono coinvolgerli in maniera efficace devono raggiungerli lì dove sono, offrendo loro esperienze pubblicitarie uniche.
Questo è un trend che continuerà a crescere poiché i creativi, per tenere il passo con la direzione che sta prendendo il settore, stanno velocemente adottando i dati come fondamento e guida, usandoli per sviluppare creatività che siano sempre più allineate con quello che il pubblico cerca nei contenuti, e stanno sfruttando la tecnologia per creare esperienze personalizzate. Le innovazioni tecnologiche daranno, quindi, una forma diversa ai video, il progresso nel mobile aprirà nuovi touch point sempre più personalizzati, e sarà l’enfasi sul consumatore a segnare il futuro del settore.

Responsabilità & Trasparenza

Il management è sempre più esigente nella valutazione degli investimenti e i Chief Marketing Officer sono sotto pressione per fornire un ROI misurabile. L’aumento della tecnologia nell’advertising ha creato sia nuovi rischi – come frodi, bot, ecc. – ma ha al tempo stesso dato l’opportunità agli inserzionisti di ottenere informazioni utili per guidare i loro investimenti.
Al fine di rispondere a queste esigenze, i CMO hanno bisogno di avere la certezza che gli investimenti non vadano sprecati a causa di truffe e possano essere efficacemente valutati attraverso i diversi canali. Di conseguenza, i media e i fornitori di tecnologia devono mettere i brand e le agenzie nelle condizioni di utilizzare i propri fornitori di fiducia per misurare il ROI, e non chiuderli in un “walled garden”. Aspettiamoci di assistere ad una forte spinta del settore verso rapporti di lavoro trasparenti e aperti dove i vari player siano più responsabili e garantiscano una maggiore trasparenza.

fonte: digitalic.it

Sicurezza wi fi

BYOD: offrire un servizio di Wi-Fi pubblico fa bene al business (solo se alla base c’è sicurezza)

Le aziende che offrono un servizio di Wi-Fi pubblico ai propri utenti devono garantire una connessione sicura che metta i dati dei clienti al riparo da attacchi informatici. Questo, però, è solo il primo dei passi da compiere: occorre infatti anche educare i clienti a una maggiore consapevolezza, sensibilizzarli sul tema e suggerire quali sono le pratiche più sicure nell’utilizzo di una rete pubblica.

Connettersi a Internet negli spazi pubblici è ormai un’abitudine per la maggior parte delle persone. Che si tratti di negozi, ristoranti, centri commerciali o anche stazioni ferroviarie, smartphone e tablet sono sempre più spesso utilizzati per confrontare i prezzi, condividere i gli ultimi acquisti attraverso i social media, trovare le promozioni o semplicemente passare il tempo.

I dispositivi mobili mostrano immediatamente la scelta delle reti disponibili e una recente ricerca dimostra che oltre il 70% delle persone preferisce una connessione più veloce rispetto a una più sicura.

Per questi motivi, secondo gli esperti, è oggi necessario implementare le reti Wi-Fi pubbliche con misure di sicurezza avanzate che siano in grado di proteggere gli utenti.

Il ruolo dei fornitori di Wi-Fi pubblico

Gli esperti della sicurezza IT hanno recentemente riferito che due terzi degli utenti di Wi-Fi pubblico non sanno se la connessione che stanno utilizzando sia sicura o meno, nonostante l’80% sia ben consapevole dei pericoli a cui ci si espone condividendo dati privati su reti non protette. Ma nel caso in cui i dati di un telefono cellulare fossero compromessi, quante organizzazioni sarebbero disposte ad ammettere di essere responsabili per la violazione? La realtà è che il fornitore di Wi-Fi pubblico – che si tratti di un rivenditore, un albergatore, un ristoratore, eccetera – è di fatto il responsabile del livello di sicurezza della rete Internet che offre agli utenti e se qualcosa dovesse andare storto, inevitabilmente, assumerà il ruolo di colpevole. Purtroppo, però, molti di questi fornitori di WI-Fi pubblico non mettono in atto sufficienti misure di sicurezza e lasciano così gli utenti esposti alla possibilità di infezione del dispositivo, al furto di informazioni sensibili, alla condivisione non autorizzata dei dati o, nel peggiore dei casi, a perdite finanziarie.

Educare gli utenti alla consapevolezza

Esistono fornitori di Wi-Fi pubblico che mettono in atto misure di sicurezza ottimali, ma spesso fanno poco o niente per promuovere tra i propri clienti una maggiore consapevolezza in merito all’utilizzo di connessioni aperte.

Questo aspetto risulta altrettanto importante in un’ottica di protezione dei dati dal punto di vista del fornitore: se infatti fosse un cliente a compromettere involontariamente la sicurezza del proprio dispositivo, il proprietario della rete potrebbe comunque ancora essere incolpato per l’incidente. Per questi motivi gli esperti raccomandano ai fornitori di Wi-Fi pubblico di promuovere tra gli utenti un uso sicuro e consapevole delle connessioni.

Da un punto di vista di marketing e customer experience, per le aziende è importante fornire una rete ad accesso libero ai propri clienti, ma se non si predispongono adeguate misure di sicurezza si rischia di ottenere l’effetto contrario: un cliente vittima di una rete non sicura rappresenta un danno per la reputazione del marchio e, in ultima analisi, per l’intero business. Gli utenti finali, dunque, hanno bisogno di istruzioni chiare su come accedere alla rete Wi-Fi protetta e, una volta on-line, hanno bisogno di essere informati su come saranno trattati e conservati i loro dati. Nel caso specifico delle informazioni personali, i clienti devono essere informati in merito al tipo di dati raccolti e su come saranno usati, su quali saranno oggetto di condivisione e dove e per quanto tempo verranno memorizzati.

Cosa fare per garantire la sicurezza della connessione?

La creazione di password criptate e la verifica dei log-in sono strumenti che garantiscono l’accesso alla rete solo a utenti legittimi. Non solo: i fornitori di Wi-Fi pubblico possono anche includere un timeout di inattività, disconnettendo l’utente quando il dispositivo non risulta connesso per un certo periodo di tempo.

Dal momento che la maggior parte degli attacchi informatici avvengono a causa di una scarsa consapevolezza degli utenti finali, le aziende dovrebbero utilizzare le applicazioni o il portale di accesso per evidenziare le pratiche d’uso corrette e avvertire gli utenti dei pericoli a cui andrebbero incontro con un uso improprio della Wi-Fi pubblico.

fonte: digital4.biz

Il mobile traina la crescita internet

Audiweb: il Mobile Traina la Crescita dell’Utenza Internet

Il presidente Marco Muraglia a IAB Forum: «Cresce l’importanza delle app. Sul target 18-34 il digital ha effettuato il sorpasso sulla tv»

Marco Muraglia, Presidente Audiweb, ha illustrato durante IAB Forum 2016 lo scenario di fruizione del web da parte dei consumatori italiani.
Ecco i principali trend, spiegati ad Engage: «L’utilizzo della rete da parte dei consumatori italiani si conferma in crescita, nonostante si mantenga sempre più basso rispetto ad altri Paesi. Questo incremento è alimentato dal mobile ed è trasversale su tutti i target. Cresce, inoltre, l’importanza delle app. Inoltre, sul target 18-34 il digital ha effettuato il sorpasso sulla tv».
Durante in suo intervento in plenaria, il presidente di Audiweb ha messo in luce come ci sia stato un ulteriore slancio della mobile audience che, con 25,2 milioni di utenti unici (online da smartphone e/o tablet) ha effettuato il sorpasso sull’audience da Pc, che si attesta a 22,1 milioni di utenti. La navigazione “mobile only”, esclusivamente da mobile (smartphone e/o tablet), raddoppia in un anno raggiungendo 4.3 milioni di utenti unici nel mese (+102,7%). Risultano 20.8 milioni gli utenti online nel mese sia da mobile sia da PC, anche in questo caso con un dato in crescita del 12,3% a dispetto della fruizione esclusiva da Pc che, invece, presenta una flessione del 73,2%.

La fruizione di internet da mobile nel mese registra, inoltre, un incremento del 35,3% in due anni, segno di un uso sempre più diffuso e frequente dei device mobili per accedere alla rete.

audiweb mobile desktop

Dai dati sulla distribuzione del tempo trascorso online emerge che il 77,8% del tempo totale online è generato dalla navigazione da mobile e, più in dettaglio, l’88,6% del tempo totale in mobilità è generato dall’uso di mobile applications.
La fruizione di Internet da mobile raggiunge in modo capillare tutti i livelli, grazie a un particolare slancio in segmenti della popolazione che non risultavano ancora completamente coinvolti. Infatti, rispetto allo scorso anno la fruizione di internet da mobile cresce del 79,6% tra gli over 55, e del 40,7% nell’area Sud e Isole, del 17,8% degli operai, del 35,8% tra gli artigiani, del 24,9% tra gli insegnanti, del 52,9% tra le casalinghe e del 89,3% tra i pensionati.

audiweb mobile italiani

Ma gli italiani non rinunciano del tutto al Pc per navigare: sono, infatti, 20.8 milioni gli utenti online nel mese “cross-device”, sia da mobile che da PC, con un dato in crescita del 12,3% a dispetto della fruizione esclusiva da PC che, invece, presenta una flessione del 73,6%”.

Audiweb Mobile Pc

 

Per quanto riguarda il rapporto tra device e contenuti, mentre i Millennials (18-34 anni) risultano “always on”, con oltre 59 ore e 11 minuti in media di tempo trascorso online nel mese dai device rilevati, preferendo, tra i vari contenuti, i contenuti video e di ecommerce e preferendo una navigazione esclusivamente da mobile nel 21% del segmento online, i Boomers (analisi effettuata sui 55-74enni) iniziano la scoperta e la conquista di internet dedicandovi in media 42 ore e 16 minuti dai device rilevati, presentando comunque la percentuale più elevata di utenti PC only – 13,7% dei 55-74enni online che hanno navigato solo da computer nel mese. Nel mezzo è rappresentata la generazione dei 35-54enni, Gen X, che trascorre online 61 ore e 30 minuti principalmente da tutti i device rilevati (cross-device, PC e mobile nell’84,7% del segmento online) e, tra i siti “non social”, dedicando più tempo a email, online games e video.

Audiweb generazioni

Per interpretare un settore così dinamico, Audiweb sta rivoluzionando il suo sistema di rilevazione: «Stiamo studiando una ricerca in grado di comprendere la totalità del mercato – spiega Muraglia -. La nuova metodologia dovrà coniugare l’importanza della pre analysis con la post analysis e dovrà mantenere un bilanciamento tra il concetto di panel e i big data. Vogliamo anche introdurre un Dato Daily e, con l’avvento del programmatic advertising, vogliamo essere aperti a un dialogo con le DMP».
Per quanto riguarda il beauty contest, sulla scelta dei partner che supporteranno Audiweb sulla nuova ricerca, Muraglia spiega: «Alla fine dell’anno decideremo le caratteristiche che dovrà avere la ricerca a cui seguirà la scelta dei fornitori. In seguito si avvieranno i test per la verifica dell’efficacia della nuova ricerca».

fonte: engage.it

Smartphone 2016: per il 37% degli italiani è importante essere sempre raggiungibile

Smartphone 2016: per il 37% degli Italiani è Importante essere sempre Raggiungibile

Per il 37% degli italiani è importante essere sempre raggiungibile. A livello internazionale, i Paesi dove le persone pensano sia più importante essere sempre raggiungibili sono Russia, Cina e Turchia.

Essere raggiungibili, sempre e ovunque: per quasi il 40% degli italiani è una condizione ormai irrinunciabile. Le donne e i trentenni sono i segmenti di popolazione che avvertono maggiormente questa esigenza. A livello internazionale, i Paesi dove le persone pensano sia più importante essere sempre raggiungibili sono Russia, Cina e Turchia, mentre Germania, Svezia e Canada si posizionano in fondo alla classifica.

Uno degli effetti più dirompenti della diffusione dei cellulari prima e, più di recente, di smartphone e altri dispositivi “connessi” è quella di consentirci di essere sempre raggiungibili in tempo reale. Una condizione a cui ci siamo ormai abituati – tanto da darla per scontata – e che ha cambiato il nostro modo di lavorare e di vivere le relazioni personali. Ma quante sono le persone che non rinunciano a essere costantemente reperibili e quante invece preferiscono ritagliarsi degli spazi per “staccare” un po’?

Secondo un’indagine internazionale di GfK – che ha coinvolto oltre 27.000 persone di 22 paesi – la maggior parte delle persone pensa che sia importante essere rintracciabile ovunque e in ogni situazione. A livello internazionale, il 42% degli intervistati si è dichiarato d’accordo con l’affermazione “Per me è importante essere sempre raggiungibile, ovunque mi trovi“, mentre l’11% si è dichiarato in disaccordo. Solo in quattro tra i Paesi coinvolti nello studio (Germania, Svezia, Canada e Paesi Bassi) la percentuale di persone in disaccordo ha superato quella delle persone d’accordo.

Le risposte degli italiani confermano questa tendenza: il 37% degli intervistati pensa che sia molto importante essere costantemente raggiungibile, mentre solo il 9% non è per niente d’accordo con questa affermazione. A sentire maggiormente questa esigenza sono le donne che – forse perché maggiormente impegnate in attività multitasking, tra lavoro e famiglia – nel 40% dei casi si dichiarano convinte dell’importanza di essere sempre rintracciabili (contro il 34% degli uomini).

Anche l’età dell’intervistato influenza le risposte: i trentenni sono in assoluto il segmento per cui è più importante essere sempre raggiungibile (40%), seguiti a breve distanza dalle fasce 20-29 anni e 40-49 anni, entrambe con il 39% di risposte favorevoli. A sorpresa (anche rispetto ai dati internazionali), in Italia i cinquantenni sono maggiormente convinti dell’importanza di una reperibilità costante rispetto agli adolescenti: 36% contro il 32%. Dopo i 60 anni questa convinzione si attenua ulteriormente, con il 30% di intervistati d’accordo e il 12% in disaccordo.

Andando ad analizzare i risultati a livello internazionale, emerge come Russia e Cina siano i Paesi con la più alta percentuale di persone che desiderano essere sempre raggiungibili (56% per entrambi), seguiti dalla Turchia con il 53%. Questi sono anche gli unici Paesi, tra quelli presi in esame, dove la maggioranza degli intervistati si dichiara fortemente d’accordo con questo concetto.

Dalla parte opposta della classifica si trovano invece Paesi come Germania, Svezia, Canada e Paesi Bassi, dove si registra la più alta percentuale di persone in forte disaccordo con l’idea che la reperibilità costante sia un’esigenza irrinunciabile. In Germania poco più di un terzo (34%) si dichiara in forte disaccordo, contro il 16% di persone completamente d’accordo. Seguono la Svezia con il 28% (contro il 22% in disaccordo), il Canada con il 24% (contro il 23%) e i Paesi Bassi con il 23% (contro il 22%).

A livello internazionale, le donne sono leggermente più d’accordo degli uomini rispetto all’importanza di essere raggiungibili ovunque e in ogni situazione (43% contro il 40% degli uomini). Andando ad analizzare le diverse fasce d’età, invece, emerge come le persone tra i 30 e i 39 anni siano quelle per cui è più importante essere sempre raggiungibili: quasi la metà infatti (47%) è d’accordo con questa affermazione. Seguono in classifica i ventenni (45%) e gli adolescenti (15-19 anni) con il 43% di persone d’accordo. Molto alta la percentuale di persone che vuole essere sempre raggiungibile anche tra i quarantenni (42%), mentre dopo i 50 la situazione si inverte. Infatti, nella fascia d’età 50-60 anni solo il 33% pensa che sia importante essere sempre rintracciabile, mentre dopo i 60 anni la quota scende al 29%.

fonte: blogosfere.it

Branded Content: Aumenta del 63% il tempo medio speso da mobile

Branded content: su smartphone gli utenti dedicano il 63% di tempo in più rispetto al desktop

La fruizione di contenuti creati per raccontare i valori delle marche è di 119 secondi al giorno sui telefonini, e di 73 sul personal computer. Più è specifico il settore o nicchia di mercato, più la comunicazione risulta efficace, con punte molto alte per ambiti come il Finance. Le conclusioni di un report dello specialista di native advertising Polar.

Chi si informa su internet è disposto a dedicare in media 132 secondi al giorno ai contenuti veicolati da un marchio (branded content), con punte di 323 secondi se si parla del settore finanziario. E il tempo di fruizione sugli smartphone è in media superiore del 63% rispetto a quello via desktop (119 secondi contro 73, mentre i tablet si attestano su 89 secondi).

Questi i principali responsi di un report di Polar, specialista di soluzioni native advertising, intitolato “The State of Branded Content” e focalizzato sui formati e progetti di comunicazione online costruiti intorno agli universi narrativi e valoriali dei brand. Polar ha analizzato 46mila pagine caricate sulla propria piattaforma, aggregando dati relativi a otto segmenti verticali del mondo dell’editoria (tra i clienti di Polar ci sono per esempio Economist, AOL, Washington Post, Telegraph e Postmedia), otto verticali del settore pubblicitario, tre ecosistemi mobile e cinque regioni commerciali (Usa, Canada, UK, Australia e resto del globo).

Una delle conclusioni qualitative del report è che più è specifico il settore o nicchia di mercato in cui si opera, più risulta efficace il branded content, specialmente se fruito via mobile. A sorpresa, verticali come News, Travel e Lifestyle risultano mediamente meno efficaci, con il 45% di tempo di visualizzazione in meno rispetto ai massimi. Australia e UK sono i Paesi in cui il branded content viene apprezzato maggiormente. Ma non tanto per la sua diffusione: il report dice che i numeri di Canada e Stati Uniti, per esempio, presentano valori inferiori perché i due mercati sono maturi e si comincia a registrare una certa saturazione di spazi e format.

Inoltre secondo Polar la superiorità dei dati su smartphone e tablet è dovuta al fatto che la soglia di attenzione sul mobile è più alta, essendoci meno distrazioni che sul PC e meno occasioni di cliccare su altre pagine. E poi sempre più spesso i contenuti sono appositamente realizzati per offrire la migliore esperienza sui piccoli touchscreen e nelle situazioni di utilizzo del device in mobilità. Tutto ciò ovviamente si traduce in un tasso di click-through sensibilmente più alto, addirittura del 127% rispetto al desktop. Infine c’è un aspetto di opportunità da considerare, conclude Polar: gli editori che si rivolgono ad agenzie pubblicitarie ben allineate al target di riferimento e al tipo di pubblicazioni distribuite riescono a ottenere un coinvolgimento maggiore in termini di adesione ai messaggi veicolati dai branded content.

fonte: mobile4innovation

Il ruolo dell’Sms Marketing nel Mobile Engagement

Le aziende hanno scoperto quanto sia vantaggioso investire in mobile marketing. L’SMS è lo strumento di engagement con il migliore rapporto costo/efficacia e per i clienti rappresenta un servizio di evidente utilità Continua a leggere